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‘Auditorium danno per la città storica’

«L’auditorium che si inaugura domenica, regalato dalla Provincia di Trento e dal progettista, è uno spreco e un danno per la città storica». E’ perentoria l’opinione in merito all’auditorium di Renzo Piano espressa da un gruppo di ingegneri, storici ed esperti di arte di fama internazionale. Si tratta Paolo Berdini, Francesco Caglioti, Maria Luisa Catoni, Silvia Camerini Maj, Matteo Ceriana, Pier Luigi Cervellati, Luisa Ciammitti, Nino Criscenti, Vezio De Lucia, Andrea Emiliani, Vittorio Emiliani, Carlo Ginzburg, Maria Pia Guermandi, Denise La Monica, Donata Levi, Giovanni Losavio, Tomaso Montanari, Oriana Orsi, Antonio Perrotti, Gianandrea Piccioli, Simona Rinaldi, Edoardo Salzano, Gianni Sofri, Sauro Turroni, Gianni Venturi e Marta Petrusewicz.

«Invece di restaurare l’antico teatro comunale o l’ex oratorio di San Filippo o l’auditorium all’interno dello stesso Castello – scrivono i professionisti in una nota congiunta – se ne progetta uno nuovo che allontana nel tempo il recupero del centro storico. La sua posizione altera la sistemazione del verde disegnata da Giulio Tian un secolo fa e oblitera una precisa valenza scenografica. Alla sottrazione di spazi verdi, in un’area centrale congestionata, si aggiunge l’inaccessibilità per ovvia mancanza di parcheggi, che magari si deciderà di realizzare ancora una volta in danno del verde e della sua fruibilità. Questa grande baita, in un luogo che ha nella pietra la sua tradizionale espressione costruttiva e la sua identità, si conforma così alle famigerate “new town” e alle “casette alpine”, anch’esse provvisorie».

Per questi motivi i professionisti ribadiscono «la loro critica più forte nei confronti dell’auditorium la cui pretesa transitorietà, oltre ad essere facilmente contestabile, l’Italia è piena di manufatti “temporanei” perenni, rende ancor più incomprensibile, in un momento come questo, lo spreco di risorse che meglio avrebbero potuto essere utilizzate per il recupero del centro storico in agonia».

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