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Oltre mille aquilani non vogliono più il Cas

Il dato definitivo, alla scadenza del censimento sul Cas è di 3600 moduli restituiti con una stima di 300 modelli che potrebbero pervenire per posta nei prossimi giorni a fronte dei 5.200 nuclei di partenza. É plausibile ipotizzare che i circa 1.400 nuclei mancanti all’appello non siano solo coloro che abbiano optato per l’invio di una raccomandata, ma piuttosto siano coloro che il Cas non lo vogliono più.

Si tratta, si diceva di circa 1.400 nuclei che nei prossimi giorni potrebbero magari scendere a mille. Un dato che moltiplicato per tre (l’entità di una famiglia media) è uguale a circa 3000 persone che hanno rinunciato al cas. Un risparmio per lo Stato e quindi per il Comune dell’Aquila potrebbe essere pari a oltre mezzo milione di euro, anche di più, se questo è l’ordine di grandezza. La “foto” dunque è fatta. Ora tocca alla politica.

Che fine farà il nuovo esercito del Cas? Basterà al Comune dell’Aquila dimostrare di essere virtuoso per poter ottenere un anno ulteriore di “ossigeno”? (la proroga del contributo). É lecito chiedersi anche che fine faranno invece i furbi. Ossia coloro che in fretta e furia, sentendo puzza di bruciato, hanno chiuso la posizione del Cas senza chiedere un alloggio in cambio. E non si tratta di coloro che sono rientrati nella casa agibile.

L’assessore Pelini non ha fatto mistero di una situazione, quella sul Cas, che presentava dei profili piuttosto confusi. Il censimento dunque è servito per fare pulizia nelle liste, in primo luogo. Una operazione tesa a isolare i furbetti che restituiranno fino all’ultimo euro, promette l’assessore. Se i furbetti piangono tuttavia, i beneficiari di Cas onesti non ridono, visto che la prospettiva imminente potrebbe essere quella della chiusura dei rubinetti. In molti chiedono come e quando.

L’assessore Pelini non deciderà da solo, ma insieme al sindaco e all’esecutivo. Il dogma dell’assessore è che gli alloggi del progetto Case non possono restare vuoti. Per questa ragione man mano che si libereranno ai cittadini saranno offerti appartamenti in luogo del Cas. Di fatto però molti degli alloggi del progetto case vuoti lo sono già anche se assegnati sulla carta. Insomma alcuni cittadini hanno accettato l’alloggio come si si trattasse di un “[i]cadeau[/i]”, di un mazzo di fiori benché non ne avessero un oggettivo bisogno. Di qui la conseguenza diretta: gli appartamenti restano vuoti, diventano al massimo un [i]pied-à-terre[/i], un posto per fare le feste, o altro ancora. Una situazione insostenibile per l’assessore che ha deciso di dichiarare la seconda crociata dell’amministrazione agli sprechi. Sarà facile scovare gli occupanti di appartamenti vuoti, incrociando i consumi di energia elettrica e di gas con gli assegnatari. In questo modo secondo il Comune, infallibile potrà essere provato se l’appartamento è vissuto oppure no. Pronta una multa di 40 euro al giorno per tutto il periodo di vacanza dell’immobile, revoca compresa nel pacchetto e denuncia alla magistratura. A.Cal.

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