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40 euro per una curva, uno sproposito

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Dopo lo sciopero del tifo che ha caratterizzato Juve-Shakhtar (“soltanto” 29.368 spettatori paganti, rispetto ai 40 mila sempre registrati da quando lo Juventus Stadium ha aperto i battenti, Andrea Agnelli dixit: «Ho sentito molte cose, tra cui anche il prezzo troppo alto dei biglietti . Le problematiche, però, sono altre. A nostro avviso i prezzi non erano più alti rispetto a quelli di altre partite: quella contro lo Shakhtar era una gara che noi stessi consideravamo di seconda fascia, e dunque i prezzi non erano così spropositati. Per noi 30 mila tifosi sono un risultato positivo. Se avessimo giocato la stessa partita al Delle Alpi avremmo fatto 10 mila persone. Ciò significa che il nuovo stadio e tutti i suoi comfort invogliano comunque la gente ad assistere alle partite dal vivo. Le riflessioni finali, comunque, verranno stilate il 30 giugno».

Quando il presidente della Juve afferma che «le problematiche sono altre», si riferisce alla guerra dei bandieroni da portare in curva: la società ne vuole al massimo uno, sennò viene ostruita la visuale a troppi spettatori; i tifosi da due a tre.

Al di là della baruffa dei vessilli, Agnelli sbaglia quando minimizza il caro biglietti. E si fa inquietante se aggiunge:«Quella contro lo Shakhtar era una gara di seconda fascia e dunque i prezzi non erano così spropositati». Cosa vuol dire, che in caso di Juve-Barcellona le curve costeranno 80 euro?

Il discorso, sia chiaro, non riguarda soltanto i campioni d’Italia che, peraltro, hanno avuto il merito di costruirsi il proprio stadio, fonte di un incremento del 32% di fatturato nel solo primo anno di gestione.

Nelle ultime tre stagioni, il calcio italiano ha registrato il 23% in meno di affluenza nei suoi stadi, sempre più fatiscenti e sempre meno frequentati. Secondo un’interessante indagine pubblicata dalla Gazzetta, i tifosi individuano in due punti le cause della grande fuga: biglietti e abbonamenti troppo cari, overdose di partite in tv.

O cominciano a ridurre i prezzi al botteghino o i signori del pallone rischiano che le loro squadre giochino nel deserto. Sperando che Murdoch, un giorno o l’altro non si stanchi di pagare 1 miliardo di euro per i diritti di A e B per trasmettere sempre più partite davanti a spalti semivuoti.

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