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Falsi incidenti, maxi truffa a Sulmona

Sulmona – 47 persone segnalate all’autorità giudiziaria: questo è l’esito di una lunga e complessa attività di indagine svolta dalla squadra anticrimine del commissariato di polizia di Sulmona, diretto dalla dottoressa Francesca La Chioma, che ha permesso di scoprire un sistema di truffe alle assicurazioni basato su falsi incidenti stradali.

Partendo dall’analisi dei referti medici redatti dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, sono stati individuati diversi casi di distorsione del rachide cervicale che hanno attirato l’attenzione del personale della squadra anticrimine, in quanto le persone coinvolte spesso erano le stesse. In tutti i casi, si trattava di incidenti stradali con due o tre veicoli coinvolti nei quali i feriti erano sempre 4 o 5, tutti a bordo dell’auto che aveva subito il tamponamento.

Si è così iniziato un lento e faticoso lavoro di ricerca, che ha consentito di individuare una serie di incidenti stradali sospetti, a partire dal 2008.

Sentendo le persone coinvolte ci si è resi conto che spesso non si conoscevano tra loro e non sapevano fornire alcuna indicazione sull’incidente stradale, o comunque rilasciavano versioni contrastanti tra loro. Punto in comune, in tutti i casi, era la gestione della pratica infortunistica da parte della stessa agenzia di Sulmona.

L’attività di indagine, durata 14 mesi, ha consentito di accertare che il titolare dell’agenzia e altri due soggetti suoi conoscenti individuavano le persone da coinvolgere, promettendo guadagni facili o favori di altro tipo, e organizzavano il finto incidente, sfruttando il fatto che è obbligatoria la sola perizia sul veicolo che ha subito il sinistro e non su quello che lo ha causato. Pertanto, utilizzando auto già danneggiate o danneggiandole appositamente, riuscivano a farsi riconoscere il risarcimento da parte delle assicurazioni.

Solo in due occasioni i periti si sono resi conto di trovarsi di fronte a casi sospetti: nel primo, il perito ha chiesto di periziare il veicolo che aveva causato il sinistro e verificato che non c’erano danni compatibili con la dinamica, ha sospeso il risarcimento; nel secondo, la compagnia ha addirittura dato mandato a un investigatore privato per poter far luce sull’incidente. In alcuni casi, invece, si è accertato che l’incidente c’era stato realmente ma, alle persone presenti nel veicolo tamponato, ne sono state aggiunte altre che non erano a bordo della vettura.

Il reato contestato a tutti gli indagati è quello previsto dall’articolo 642 del codice penale (fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona), in concorso.

Tra le persone denunciate ci sono anche due medici che collaboravano con l’agenzia di infortunistica stradale. Questi sono stati deferiti, oltre che per violazione dell’articolo 642 anche per falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità (articolo 481 c.p.).

Un soggetto è stato denunciato anche per favoreggiamento, mentre un altro per violazione dell’articolo 611 c.p. (violenza o minaccia per costringere a commettere un reato), in quanto ha costretto in due occasioni una persona che aveva un debito con lui a partecipare alla truffa.

Le compagnie assicurative che hanno sporto querela per gli episodi scoperti sono in tutto cinque. Ciascun falso incidente ha fruttato tra i 16.000 e i 20.000 euro di risarcimento.

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