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Truffa sisma strumenti medici: i capi d’accusa

Arrivano i capi d’accusa a carico dei [url”sette indagati”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=35926&typeb=0&Truffa-fondi-sisma-ecco-gli-altri-indagati[/url], a vario titolo, nell’inchiesta della Procura della Repubblica sulla [url”truffa dei falsi commerci di macchinari sanitari”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=35469&typeb=0&23-09-2012–Truffa-sisma-fondi-europei-i-primi-due-indagati[/url] tra ditte del “cratere” per accedere ai fondi europei. «Gli indagati hanno approfittato delle particolari circostanze di tempo e di luogo in cui versa il territorio aquilano a seguito del sisma del 6 aprile 2009». Questa l’aggravante principale riportata nell’avviso di garanzia, a firma del pm Stefano Gallo.

Un’indagine che vede coinvolti il medico Rodolfo Fanini e suo figlio Federico Fanini di 25 anni; il commercialista aquilano Paolo Tempesta, l’imprenditrice Cinzia Masci (che si occupa di forniture ospedaliere e apparecchi medicali), gli imprenditori Giulio Ottavio Battagliarin, Filippo D’Ottavio e Vanessa Gardelli (ditta di dispositivi medici con sede a Bologna).

Dalle carte dell’accusa si capisce, come scritto ne [i]Il Centro[/i], che i due Fanini sono accusati di concorso aggravato e continuato nei reati di truffa, tentata truffa e falso; la Masci di concorso nella truffa aggravata e falso; Battagliarin, D’Ottavio, Gardelli e Tempesta di concorso nella tentata truffa aggravata. Rodolfo Fanini è ritenuto l’autore dei contenuti del preventivo di spesa da 869mila euro per i macchinari a firma di Masci «ideologicamente falso», allegato alla domanda di finanziamento presentata dalla Fare srl alla Regione (fondi Por-Fesr). La ditta Masci, per l’accusa, non è la fornitrice dei materiali ma era stata indicata come tale per ottenere «un maggiore e indebito punteggio nella graduatoria». Al voglio dell’accusa ci sarebbero una serie di passaggi societari e negozi fittizi con un’altra ditta per acquistare apparecchiature elettromedicali ad alta tecnologia. Ottenuti i 150mila euro, per non perderne altri 150, essendosi tirata indietro la Masci, i Fanini, gli altri imprenditori e il commercialista si sarebbero adoperati per aprire sedi fittizie in città delle altre ditte, le vere fornitrici dei macchinari.

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