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Commercio: 700 su mille ce la fanno

Qual è stato il destino dei mille commercianti del centro storico dopo il terremoto? Il settore Commercio e il Formez hanno cercato di ricostruire il complesso puzzle.

Il settore Commercio del Comune è già in grado di fornire qualche cifra significativa: «Quasi il 70% delle attività ha riaperto i battenti in base alla delibera 57 – ha spiegato l’assessore al Commercio, Marco Fanfani – il 10% ha deciso di non riaprire, chiudendo la propria attività e la partita Iva, il 20% si è organizzato per proprio conto, non fruendo dei benefici della delibera sulle rilocalizzazioni».

Il 50% dei commercianti si è ricollocato in immobili già esistenti, il 20% deve ancora riaprire o è intenzionato a tornare sul mercato, il restante ha riaperto in manufatti nuovi, vedi gallerie commerciali.

La differenziazione è stata fatta anche in relazione alla tipologia di attività: il 25% degli esercizi è relativo alla somministrazione di alimenti e bevande; il 15% è etichettato in attività ricettive, il 20% attività artigianali e il 30% è rappresentato da esercizi di vicinato.

La nuova delibera sulle delocalizzazioni verrà dunque incontro alle esigenze di circa 200 commercianti che operavano centro storico, ma non solo. Ne potranno fruire anche i gestori dei pub che rischiano di essere “sfrattati” a fine mese in seguito ai cantieri che stanno per partire lungo il corso stretto.

«La prossima settimana è in programma un incontro con i direttori dei cantieri dell’area di piazza Regina Margherita e del corso stretto – ha riferito l’assessore Fanfani – Dovranno presentarci un cronoprogramma per avere una mappa dei lavori in modo tale che gli esercizi potranno pianificare la propria attività. Gli stessi dovranno anche rendere noto se l’attività del cantiere sia compatibile con l’apertura dei pub». Resta poi da sciogliere il nodo della prefettura. Al momento non è noto se questo percorso sia condiviso dalle autorità di pubblica sicurezza. In caso contrario potrebbe essere disposta la chiusura di tutto il corso a prescindere.

Intanto sempre per restare in argomento, la Confcommercio lunedì avrà un incontro a Roma con il proprio ufficio legale e con il sindacato nazionale al fine di fissare le priorità per il regolamento del “De minimis”. Dal regolamento, infatti – ha spiegato Celso Cioni – dipenderà la ripartizione delle risorse relative ai 90 milioni di euro assegnati all’Aquila. Allo stato dei fatti dai benefici sarebbero esclusi tutti i liberi professionisti, dai commercialisti, agli avvocati, che pure hanno ricevuto danni dal sisma. Gli ordini insieme alle organizzazioni di categoria cercheranno di trovare una soluzione nel regolamento della ex Zfu. A.Cal.

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