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Gli azzurri donano 500 mila euro e svergognano la Casta

Xavier Jacobelli

Se è vero che le persone si misurano dai fatti e non dalle parole, Prandelli, la Federazione e la Nazionale meritano un caloroso applauso per ciò che hanno fatto in Emilia e per ciò che hanno dato all’Emilia, con la loro presenza e con la loro solidarietà concreta.

Quell’allenamento a Medolla, in uno dei centri più colpiti dal terremoto dello scorso maggio, davanti a quattromila tifosi entusiasti, una valanga dei quali ragazzi e ragazze; quelle parole spese dal ct da Buffon e dagli altri vicecampioni d’Europa, ammirati dal coraggio e dalla dignità delle popolazioni emiliane; quei 500 mila euro donati per finanziare due importanti opere, segno tangibile di ricostruzione, sono un motivo d’onore e di riflessione.

 

Grazie ai premi devoluti dai giocatori di Prandelli e all’intervento della Figc, diventa possibile realizzare una palestra multifunzionale a San Possidonio e ripristinare il Centro Ricreativo Posta di Mirandola.

 

Ma questo è soltanto l’inizio. Poiché la generosità suscita generosità, la stessa Federazione, d’intesa con la Puma che ha stanziato 100 mila euro, aiuterà le società dilettantistiche dell’Emilia.

«Noi abbiamo mantenuto l’impegno, spero che lo facciano tutti», ha annotato Prandelli e chissà se saranno fischiate le orecchie a quelli della Casta, di ogni ordine  grado in ambito nazionale, che ancora brillano per ritardi e inadempienze mentre gli amministratori locali si sono rimboccati le maniche e sono ammirevoli per  spirito di sacrificio e dedizione.

E l’abruzzese Verratti, che ha vissuto sulla sua pelle la catastrofe del sisma, ha pronunciato paroleimpotanti: «Il mio consiglio è di essere forti perché piano piano tutto si dimentica. Sono un terremotato anch’io, quando ci furono le scosse in Abruzzo dormii per due settimane insieme alla mia famiglia dentro una Opel Vectra, a Manoppello, il mio paese. Adesso casa mia è ritornata abitabile ma ci vorrà del tempo per completare i lavori. Il guaio è che in Abruzzo c’è gente cattiva che ha approfittato del terremoto, gente che lo Stato dovrebbe eliminare e spero che la stessa cosa non si ripeta qui».

Ecco, qui sta il punto, come sempre accade quando si deve ricostruire. Mantenere le promesse, non abbandonare i terremotati, non dimenticarli, aiutarli con gesti concreti. La Nazionale l’ha fatto e alla grande. In Emilia, come in Abruzzo, aspettano ancora quelli della Casta.

Quelli che spesso, in passato, hanno innescato polemiche demagogiche e strumentali sui calciatori, sul mondo del calcio e bla bla bla. I quali calciatori avranno anche diverse cose da farsi perdonare, ma quanto ad altruismo e a solidarietà, non hanno nulla da imparare rispetto a molti presunti rappresentanti del popolo che, allo stato attuale, manco possiamo scegliere noi.