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Come rendersi utile alla ricostruzione dell’Aquila?

Il consigliere Mpa Giorgio De Matteis, vice presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, ama farsi vedere tormentato, notte e giorno, nel tentativo di risolvere la situazione nella quale versa questa città martoriata dal sisma.

Persuaso da chissà quale aruspice che, nell’emergenza, la Regione Abruzzo non possa legiferare per le materie di propria competenza (come l’urbanistica), andando tranquillamente in deroga (come altre regioni già hanno fatto) dalla norma tuttora vigente (L.R. 18/1983), pena l’ira degli dei bifronti, mai fece nulla per far varare una leggina che potesse snellire il processo di ricostruzione non solo dell’Aquila, ma anche dei comuni del cratere.

Sicuro che i consiglieri comunali (sopratutto quelli di opposizione, ça va sans dire) non possano accedere facilmente alle informazioni inerenti la ricostruzione e, dunque, intervenire esaustivamente nella stessa, chiede pertanto a gran voce una commissione apposita per il Comune dell’Aquila.

La Commissione per la Ricostruzione. La sesta, in sede comunale.

Solo in quella sede il consigliere che voleva diventare sindaco sente di poter lasciare il proprio contributo alla città.

Non pago dell’esperienza fallimentare di quelle, già istituite, in Provincia e Regione (che mai nulla partorirono, neanche il proverbiale topolino,) ne pretende una anche al Comune dell’Aquila.

Non ne chiede (più) la presidenza, De Matteis, rinuncia magnanimo al gettone di presenza, ne illustra la necessità in un dotto intervento in Consiglio comunale.

Cui prodest una copia carbone della commissione territorio? Quale garanzia ulteriore può essere chiesta che non possa essere sostenuta dalla commissione Garanzia e Controllo? Queste le facili obiezioni dei suoi colleghi di scranno.

De Matteis scivola sugli specchi, annaspa nelle argomentazioni, brucia di indignazione; infine, tira finalmente fuori dal cilindro l’asso che aveva perduto dalla manica.

La commissione per la Ricostruzione servirà anche a sorvegliare il lavoro della Filiera (Fintecna, Cineas, Reluis).

Quella Filiera che chiuderà i rapporti con la città ed i comuni del cratere a dicembre? Proprio quella Filiera che ha stipulato convenzione solo con il commissario Chiodi? Quella Filiera, certo.

Può convincere un intero consiglio comunale (e una città terremotata) che l’istituzione di un ennesimo luogo di concertazione possa giovare ad alcunché, se non ad allungare i tempi di ogni decisione presa?

Bocciata clamorosamente la geniale idea, con l’astensione dei soli Di Cesare di Appello per L’Aquila e Bernardi del Pd, il consigliere De Matteis é di nuovo al lavoro per il bene della città.

La città lo aspetta, paziente, fosse anche in zona cesarini che, per nostra fortuna, non ha nulla a che vedere con la Franca Urbana.

D.M.

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