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Calciomercato: le pagelle

di Xavier Jacobelli

ATALANTA 7 – Per il suo compleanno, il 30 agosto Pierpaolo Marino ha regalato De Luca all’Atalanta. All’inizio del mercato, dopo avere riscattato Denis dall’Udinese per 2 milioni 350 mila euro: un autentico capolavoro considerati i 16 gol segnati dall’argentino nell’ultima stagione. E ancora: Matheu, Parra, Troisi, Biondini in entrata assieme a Stendardo, reingaggiato a titolo definitivo. L’operazione da 11 milioni che ha portato Gabbiadini alla Juve. Marino si conferma uno dei migliori operatori di mercato. Non a caso, Percassi l’ha confermato per cinque anni.

BOLOGNA 7 – Il colpo Gilardino e il talentuoso Gabbiadini attutiscono la delusione dei tifosi per la cessione di Ramirez. Guaraldi ha detto loro che non vuole fare la fine dei predecessori a rischio fallimento: Natali, Motta, Pazienza, Curci e e Guarente assicurano a Pioli il tasso di esperienza necessario per riprovare a stupire la serie A nonostante, fra gli altri, se ne siano andati Di Vaio, Raggi, Rubin, Mudingayi, Gillet.

CAGLIARI 6 – Sufficienza di stima a Cellino, aduso fare i salti mortali carpiati, ma capace di mantenere il Cagliari in serie A. Probabilmente, l’arrabbiatura per l’indecente vicenda dello stadio ha assorbito energie preziose. Ma Pinilla è rimasto e meno male che la bandiera Daniele Conti non è stata ammainata. Sau può essere la carta vincente. I rossoblù sanno che sono condannati a offrire, ma è nelle difficoltà che i sardi si esaltano.

CATANIA 6,5 – Pulvirenti e Gasparin hanno resistito a molte lusinghe, cedendo solo oggi pomeriggio per Llama alla Fiorentina. Però Marchese, Gomez, Barrientos, Almiron, Lodi e Izco sono rimasti, insieme con Legrottaglie che punta a bissare l’ultima, splendida stagione.

CHIEVO 6,5 – Abituati a navigare sotto traccia, anche questa volta Campedelli e Sartori hanno lavorato bene. Rigoni e Di Michele sono due rinforzi preziosi per Di Carlo che certamente può rimpiangere Bradley, ma conosce le regole della casa: valorizzare la massimo i giocatori più interessanti e cederli al migliore offerente. Sono le stesse che hanno portato Acerbi al Milan. Il Chievo ci stupisce da dieci anni e continuerà a farlo.

FIORENTINA 9 – Spettacolare: è questo l’aggettivo più appropriato per definire il mercato di Pradè e Macia. Due mesi fa, depressione e delusione si coniugavano a Firenze, dopo le due deprimenti stagioni successive al favoloso ciclo di Prandelli. Andrea e Diego Della Valle hanno impresso la svolta togliendo Jovetic dal mercato. Poi, i viola si sono scatenati. All’ottima scelta di Montella, si sono aggiunti arrivi di qualità e di esperienza: spiccano Viviano, Roncaglia, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Cuadrado, Rodriguez, Migliaccio. E, sul filo di lana, il clamoroso ritorno di Toni, carico di suggestione cinque anni dopo la sua partenza per il Bayern. Gran bel lavoro davvero, con la consapevolezza che uno come Berbatov è meglio perderlo che trovarlo, visto come si è comportato.

GENOA 6,5 – Immobile e Merkel sono i fiori all’occhiello di Preziosi che, ancora una volta, ha smontato e rimontato il suo Grifone. Rilanciare Juan Manuel Vargas , inopinatamente colatosi a picco a Firenze, è la grande scommessa del presidente il quale, dall’operazione Destro, ha ricavato anche i cartellini di Bertolacci e Piscitella. L’importante è che, finito il mercato di agosto, Preziosi non faccia la rivoluzione in gennaio.

INTER 8 – Stramaccioni si è guadagnato la conferma sul campo e Moratti ha impresso una svolta di 180 gradi: via alcuni Eroi della storica Tripletta 2010 (Julio Cesar, Maicon, Eto’o, Lucio; ceduto definitivamente Pandev al Napoli; assegnato a Cordoba un ruolo tanto importante quanto meritato qual è il team manager ); scambiato Pazzini con Cassano, ecco Handanovic, Pereira, Silvestre, Gargano, Palacio, con il ritorno di un Couitnho letteralmente trasformato dall’esperienza all’Espanyol.

JUVENTUS 7 – Partenza bruciante con Asamoah, Isla e il riscatto del cartellino di Giovinco; imperdonabile autogol con la mancata conferma di Alessandro Del Piero, la cui leadership sarebbe stata molto utile nella tormentata estate di Conte; frana sul leggendario grande attaccante straniero, inutilmente inseguito da diciassette mesi. Durante questo periodo, la Juve ha inutilmente cercato, inseguito, blandito, fra gli altri, Suarez, Dzeko, Van Persie, Higuain, Tevez, Torres, Berbatov (e stendiamo un velo pietoso sul capitolo bulgaro che è meglio). Alla fine è arrivato Bendtner, 24 anni, riserva dell’Arsenal, capace di segnare 1 gol ogni 4 partite durante la sua multiforme esperienza Oltremanica (Gunners, Birmingham, Sunderland). Naturalmente, al danese che al momento è la riserva di Matri, auguriamo di rinverdire i fasti dei grandi connazionali che hanno scritto pagine di storia juventina. Ma Conte dovrà fare un altro miracolo.

LAZIO 6,5 – Lotito ha preso un allenatore debuttante assoluto in serie A che, però, ha subito dimostrato di avere idee chiarissime. Il successore di Reja sta recuperando Zarate; ha voluto tenere Floccari e Rocchi; ha resistito alle lusinghe per Hernanes, ha avallato l’operazione Ciani; ha scoperto che Candreva rischia di essere il miglior “acquisto” del 2012. Se il presidente gli avesse preso un difensore di fascia sinistra, Petkovic sarebbe stato felice. Ma, dopo essere entrato nella fase a gironi di Europa League e avere vinto al debutto in casa dell’Atalanta, l’allenatore sta bene così.

MILAN 6,5 – Se, fra metà maggio e metà luglio ,Berlusconi e Galliani non avessero propalato una montagna di panzane ai propri tifosi, a proposito di Ibrahimovic, Thiago Silva, Kakà e tutto quanto è ben noto al popolo rossonero, il voto a Via Turati sarebbe stato più alto. Come, presumibilmente, il numero degli abbonati alla nuova stagione. Invece, è andata com’è andata. In extremis, Bojan e De Jong hanno riaggiustato una situzione che mnacciava di farsi inquietante, visto che stiamo parlando del club più titolato del mondo e non del Vattelapesca. Montolivo, Acerbi, Constant, Traorè, Zapata, Niang e Pazzini sono gli altri nomi della rivoluzione 2012. Perchè iesca, il Milan dovrà lavorare sodo, risolvere il problema degli infortuni, a cominiare da Pato e sperare che il primo ad avere pazienza sia Berlusconi. Anche il Grande Barcellona di Guardiola non è nato in un giorno. O no?

NAPOLI 8 – Lavezzi al Psg per 30 milioni è stato un colpo da maestro, così come la decisione di non cedere Cavani e di puntare su Insigne. Gamberini, Behami, El Kaddouri, Mesto rafforzano un organico già competitivo. Riccardo Bigon è stato molto bravo; la ritrovata intesa fra De Laurentiis e Mazzarri ha fatto il resto. Questo Napoli può battersi per lo scudetto e speriamo che, assieme a Inter, Lazio e Udinese, vada il più lontano possibile in Europa League.

PALERMO 6 – Secondo tradizione, arrivi e partenze si sono susseguiti a ritmo vertiginoso alla corte di Zamparini. Silvestre, Viviano, Migliaccio, Balzaretti sono state le partenze più dolorose. Sannino è la garanzia tecnica di una squadra che è letteralmente un cantiere aperto. Giovani di belle speranze dovranno essere presi per mano da Miccoli, con l’aiuto di Bienza, un fedelissimo del nuovo allenatore. Avranno un gran daffare.

PARMA 6,5 – Ninis è l’investimento di Ghirardi; Parolo e Amauri sono i giocatori di affidamento sui quali Donadoni conta per continuare a fare meglio ciò che ha fatto bene nelòlo strepitooso finale dell’ultimo campionato emiliano. Giovinco è tornato alla Juve e non sarà facile far finta che non ci sia. La difesa è rimasta praticamente immutata. E’ Donadoni la polizza sul futuro del Parma.

PESCARA 6 – Sufficienza d’incoraggiamento per la neopromossa, costretta ad un’impresa titania dopo la meravigliosa stagione zemaniana della riconquista della serie A. Oltre al boemo, sono partiti Immobile, Verratti, Insigne, Kone, Sansovini, Kone. Stroppa, debuttante assoluto che merita ogni incoraggiamento, ha visto arrivare un battaglione di nuovi giocatori: Perin, Weiss, Crescenzi e Terlizzi sono i punti di riferimento. All’allievo di Zeman serviranno tempo e fortuna, ma il coraggio non gli manca.

ROMA 7,5 – Zeman è indubitabilmente il miglior acquisto, Destro a ruota. Bradley, Tachsidis e Balzaretti gli altri fiori all’occhiello di una squadra totalmente rifondata e assolutamente ambiziosa. Burdisso completamente ristabilito promette di essere il “rinforzo” più importante per una difesa che con Luis Enrique aveva ballato troppo spesso; Totti, Osvaldo e Destro sono un tridente che mette paura, con Nico Lopez che ha già messo in mostra un talento considerevole. Zeman è così bravo da esaltare i giovani di valore: sarà così anche quest’anno.

SAMPDORIA 7 – Sino all’ultimo ha resistito alle lusinghe fiorentine per Pozzi. Ha cambiato allenatore, prendendo Ferrara che si lasciato alle spalle lo splendido lavoro di ricostruzione dell’Under 21. E poi Estigarribia, Maxi Lopez, De Silvestri, Poulsen, Maresca. Una squadra di qualità pr un pubblico di qualità che ha già entusiasticamente sposato le scelte dei Garrone, a giudicare dalla campagna abbonamenti. Importante, fra i pali, la conferma di Romero.

SIENA 6 – La penalizzazione scaturita da un’estate ad alta tensione non ha impedito a Mezzaroma di fare un’ottima scelta, puntando su Cosmi per la successione a Sannino. Ma l’attacco è stato indebolito dalla partenza di Destro, a meno che il ritorno di Rosina nel campionato italiano dopo l’esperienza russa non trovi, proprio nell’ex Zenit, l’uomo capace di aiutare il Siena a centrare l’obiettivo salvezza. Cosmi assicurerà alla squadra tutta la grinta necessaria per riuscire nell’impresa.

TORINO 6 – Ha confermato Ogbonna e Rolando Bianchi e questa è stata un’otima base di partenza, come la decisione di continuare con Ventura che merita di lavorare in pace. Gillet, Brighi, Gazzi, Santana, Sansone e Cerci sono stati i rinforzi portati da Cairo, ma, all’appello, mancano ancora almeno un centrocampista e un esterno sinistro. Peccato non sia rimasto Antenucci.

UDINESE 6,5 – Ancora tramortita dall’eliminazione nel preliminare di Champions e dal sorteggio malefico di Montecarlo, la società dei Pozzo non è stata protagonista delle ultime battute di mercato, essendosi abbondantemente portata avanti con il lavoro all’inizio ell’estate. Asamoah, Isla e Handanovic sono state le cessioni eccellenti. Brkic, Muriel Lazzari, Maicosuel i nuovi da seguire con grande attenzione. Occhio anche a Faraoni. Superato lo choc Sporting Braga, Guidolin è stato convinto da Giampaolo Pozzo a restare al suo posto. Mossa azzeccata quella del patron dell’Udinese, squadra e società modello. Ora bisogna recuperare psicologicamente Maicosuel, distrutto dal suo cucchiaio e tanto onesto da chiedere scusa a tutti per l’errore fatale. Se è vero che, soltanto chi cade può rialzarsi, Maicosuel è già in piedi.

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