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Sì al monumento per le vittime

Il Consiglio comunale stamane ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Giuliano Di Nicola, relativo alla realizzazione in via XX settembre di una piazzetta e di un monumento alla memoria delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009.

Il documento chiede la realizzazione di una piazzetta, di un monumento o di una parco, dedicati a tutte le vittime del terremoto affinché il loro perenne ricordo sia di monito alle future generazioni per la costruzione di città sempre più sicure che sappiano affrontare in maniera efficace tutti gli eventi avversi della natura. “Il progetto – recita il documento – dovrà essere realizzato in accordo e di concerto con le Associazioni delle Vittime operanti in città, nel rispetto delle volontà e delle finalità delle suddette associazioni”.

«Questa iniziativa non deve avere e non ha colore politico. – ha commentato Di Nicola – E’ un dovere morale e civile di ogni aquilano. Dopo essermi consultato con esperti, sono arrivato a pensare che un monumento è un concetto oramai superato e sarebbe più opportuno realizzare un luogo della memoria o un parco della memoria che possa celebrare più solennemente i martiri del terremoto».

«Ringrazio il consigliere Di Nicola per questa proposta – ha commentato il sindaco Massimo Cialente – perché richiama l’attenzione su un progetto da realizzare al più presto. Il luogo più idoneo per realizzare tale opera sarebbe, anche in accordo con le associazioni delle vittime, più che via XX settembre, Piazzale Paoli, ovvero l’ingresso nella zona che, purtroppo, ci ha fatto pagare il maggior numero di vittime. Il piazzale potrebbe diventare un vero e proprio ‘Parco della Memoria’ e potrebbe esservi costruita anche una fontana. Tra l’altro, da un punto di vista urbanistico, sarebbe un segno per la Città che chiude a nord e a sud con due grandi fontane. Ritengo dunque sia utile un concorso di progettazione per scegliere una sistemazione idonea a quell’area. Penso sia necessario inoltre inserire nell’ordine del giorno, l’istituzione del lutto cittadino per la giornata del 6 aprile, rinunciando, se necessario, alla festività di San Massimo».

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