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Bilanci sognando il Dalai Lama

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Sarà il Dalai Lama l’ospite d’onore della prossima Perdonanza. Comitato e amministrazione pensano già alla edizione 719. «Già quest’anno lo avevamo invitato – ha spiegato l’assessore comunale alla Cultura Stefania Pezzopane – ma purtroppo ci hanno detto che non sarebbe stato in Europa in questo periodo». L’assessore Marco Fanfani, invece, lancia la proposta di far finanziare all’Eni anche il museo della Perdonanza che dovrebbe essere pronto il prossimo anno. La direttrice del Corteo invece lascia intravedere grandi novità per il prossimo anno, evidenziando la necessità di un albo dei figuranti cosicché ognuno sia in un certo senso l’autore del proprio personaggio.

«In futuro sarebbe bello arrivare ad un corteo che sia uno spaccato di società con gruppi di figuranti provenienti dai quarti restaurati della città», aggiunge la Di Matteo. Fa ammenda invece Pietro Piccirilli del comitato assumendosi pubblicamente la responsabilità dei ritardi del corteo: «Non era facile però gestire 650 figuranti e oltre mille partecipanti della società civile», osserva. A questo punto è legittimo chiedersi o chiedere se sia il caso di far sfilare così tanti esponenti della società civile. Dire di sì a tutti come è stato fatto nelle ultime edizioni significa mettere a rischio la sopravvivenza stessa del corteo e creare problemi di governabilità del cordone umano così come accaduto in questa edizione.

I numeri della Perdonanza della riscossa tuttavia parlano chiaro: Ben 150 eventi fra culturali religiosi; cento istituzioni e associazioni hanno partecipato al programma – ha ricordato l’assessore Pezzopane – Diecimila gli accessi al sito Perdonanza al 21 agosto. Ancora: 20 mila gli spettatori per i Subsonica e diecimila per Gianluca Grignani. Poteva andare meglio? Forse sì. Poteva andare peggio? Sicuramente sì. Fra le scuciture: la falsa partenza del cardinale – ammette Fanfani – il palco autorità esposto al sole. La poca visibilità dei cartelli della manifestazione, l’insufficiente fruibilità della preziosa pergamena alla Banca d’Italia, la carenza di parcheggi; le interruzioni del corteo con attraversamenti continui di civili, zero pubblicità dell’evento. Aggiungiamo noi. Insomma buone idee, ma carenza di bassa manovalanza. Sul bubbone delle esclusioni dei figuranti la direttrice del corteo spiega che la chiamata dei partecipanti al bando è cronologica. «Eppoi quando finiscono gli abiti dobbiamo dire no a tutti».

A.Cal.

DE SANTIS,’NUOVA PERDONANZA E NUOVO ENTE GESTORE PER FAR DECOLLARE IL TURISMO RELIGIOSO’ – «La 718esima Perdonanza va in archivio con successo e giudizi positivi.

E’ stata una Perdonanza normale, partecipata e riuscita, senza critiche e senza debiti, che ha cancellato finalmente i ricordi negativi di un recente passato.

Ora, bisogna partire da questa ritrovata credibilità per costruire la Nuova Perdonanza, che esalti di più l’aspetto religioso e lo spessore culturale, e che promuova adeguatamente l’Evento in Italia e nel Mondo.

La figura di CelestinoV deve essere centrale per rilanciare l’identità storica della città e per perseguire l’obiettivo ambizioso di ” L’Aquila,Capitale europea della cultura”.

Insieme con l’aspetto religioso e culturale, la Perdonanza può e, deve rappresentare l’asse centrale di una seria promozione turistica, che sia originale ed attraente, facendo dell’Aquila il luogo riconosciuto di Papa CelestinoV, come Assisi è il luogo di S.Francesco e, S.Giovanni Rotondo è il luogo di Padre Pio.

Il turismo religioso muove milioni di fedeli e di visitatori che purtroppo non conoscono né L’Aquila né la Perdonanza.

La nostra idea è quella di far uscire l’evento Perdonanza dalla zona d’ombra e di inserirla nel “Cammino del Perdono” lungo il percorso delle montagne dell’Appennino, partendo da Assisi fino a Monterotondo, passando per L’Aquila, luogo centrale di un ritrovato interesse religioso ed al contempo culturale e turistico.

A tal fine, è evidente che lo strumento del Comitato Perdonanza sia ormai inadeguato a progettare ed a gestire la Perdonanza della riscossa, come le parole di Cialente, o la Perdonanza del Cammino del perdono, che immaginiamo.

E’ necessario, comunque, che ci sia una discussione aperta, e non al chiuso delle stanze comunali, per individuare lo strumento organizzativo giusto, che abbia competenze e professionalità, autorevolezza ed autonomia, per garantire rigore culturale e gestione efficiente della manifestazione.

Al fianco dell’Amministrazione comunale e del mondo religioso, sarebbe auspicabile il coinvolgimento delle migliori energie culturali della città perché il futuro dell’Aquila passa anche per una moderna valorizzazione della Porta Santa di Collemaggio, oltre che per una veloce ricostruzione sociale e materiale».

LETTERA CARDINALI A PIETRO DAL MORRONE, 3000 VISITATORI – Grande successo di pubblico per l’esposizione della missiva con la quale, nel 1294, gli 11 cardinali del conclave di Perugia annunciavano a Pietro dal Morrone, futuro Celestino V, la sua elezione al soglio pontificio. «L’iniziativa ha avuto un grande successo di pubblico: sono stati circa tremila i visitatori accorsi per vedere il prezioso documento – ha detto Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, ma l’evento ha avuto soprattutto il grande merito di riportare al centro della Perdonanza Celestiniana la sua vera identità, quella religiosa, che negli ultimi anni è andata scemando. Fondamentale per la riuscita dell’esposizione del documento – ha aggiunto il presidente Taffo – il contributo, sentito e partecipato, di più attori: in primis del cardinale Tarcisio Bertone, che ha accettato senza riserve la richiesta avanzata da Confartigianato Abruzzo nel corso dell’incontro con la nostra delegazione di dare un messaggio di speranza alla città dell’Aquila attraverso l’umile figura di Celestino V e di Sua Eccellenza Giuseppe Molinari, del sindaco di L’Aquila Massimo Cialante e di Roma Capitale Gianni Alemanno, di Gianluca Scarnicci, dirigente del Comune di Roma che ha curato i rapporti con il Vaticano, del giornalista e saggista Salvatore Santangelo, promotore dell’iniziativa, dei vertici della Banca d’Italia, dei molti operatori culturali che hanno partecipato e dei piccoli artigiani aquilani che hanno sponsorizzato l’iniziativa e si sono adoperati per la riuscita dell’evento, garantendo tutti gli aspetti tecnici per assicurare ciò che il Vaticano aveva espressamente richiesto per il trasporto e la conservazione del documento. “Un evento unico e probabilmente non più ripetibile, – ha detto sua Eccellenza Mons. Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, che ha anche “regalato” alla città dell’Aquila una interassente Lectio Magistralis sulle fonti celestiniane dell’Archivio Segreto Vaticano – Il nostro rigido regolamento, infatti, non ci consente di esporre documenti fuori dallo Stato della Città del Vaticano. Abbiamo potuto esporre il documento a L’Aquila poiché si trovava già all’interno della mostra “Lux in Arcana”, a Roma, realizzata per il quarto centenario dell’ Archivio Segreto Vaticano con il permesso del Santo Padre e del Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Il documento, dunque, non si è spostato dal Vaticano, ma da Roma, che si trova in Italia, evidentemente».

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