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Berbatov non viene: un affare per la Fiorentina, un altro fiasco per la Juve

di Xavier Jacobelli

Adesso che la signora Berbatov ha spinto il marito dal Manchester United al Fulham (avessi detto), come raccontano gli amici inglesi, il calcio italiano può tirare un sospiro di sollievo.

La serie A sopravviverà all’assenza del trentunenne bulgaro, scaricato da sir Alex Ferguson e protagonista di un deprimente minuetto sull’asse Londra-Firenze-Torino-Monaco di Baviera. Come direbbero negli Usa, Berbatov è uno di quelli dal quale non comprare mai una macchina usata: dieci anni fa, dal Cska Sofia doveva andare al Lecce di Pantaleo Covino, ma all’ultimo momento preferì il Bayer Leverkusen. Poi, quand’era al Tottenham, sembrava tutto fatto per il trasferimento al City: invece, Berbatov fece una giravolta e finì da Ferguson. Ieri ha cambiato tre maglie in dieci ore: che rimanga in Premier League e tanti auguri. Ma questa grottesca vicenda impone alcune considerazioni.

1) Il mercato avrà anche le sue dinamiche, come dice Marotta, eppure qualcuno alla Juve, prima o poi dovrà spiegare come mai, da diciassette mesi, la società torinese insegua un attaccante straniero e non riesca a prenderlo. Sia che si tratti di un campione (Higuain, Van Persie, Tevez, Dzeko, Suarez, Llorente) o di un ripiego (Berbatov, Bendtner). Intanto, un talento del calibro di Immobile è finito al Genoa e ha già ricominciato a far faville dopo essere esploso a Pescara. Immobile è cresciuto nella Juve: ha senso rinunciare a lui per inseguire costosissime chimere straniere? No, non ha nessun senso.

2) Dimitar Berbatov è un buon attaccante, come ce ne sono tanti in circolazione. Con l’arrivo di Van Persie, era diventato la sesta punta dello United. La Fiorentina era convinta di rafforzare il proprio reparto offensivo ingaggiando l’uomo che cambia spesso opinione: alla luce di quanto è accaduto e dei comportamenti del giocatore, la Fiorentina ha fatto un grande affare non prendendo Berbatov. E pensare che la società viola gli aveva pure pagato il viaggio aereo Lonra-Monaco di Baviera-Firenze.

3) Marotta respinge le accuse viola di comportamento scorretto e di scomposto inserimento della Juve nella trattativa. Marotta è una persona per bene e non c’è ragione di dubitare delle sue parole. Però, l’uomo mercato dei campioni d’Italia riconoscerà che quanto a stile ed eleganza, nella fattispecie la società bianconera non sia stata all’altezza della sua fama e la Fiorentina ha il diritto di rimarcarlo.

Fare fiasco per Van Persie o Tevez ci può stare. Fare fiasco per Berbatov in questo modo, non è da Juve.

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