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Justin Bieber, Nico Fidenco e Simon Le Bon

di Tiziana Pasetti

Estate incredibile, questa. Sembra di essere tornati indietro nel tempo. Revival degli anni ottanta ovunque. Colori e musica. Ricordi e nostalgia di un’età lontana e fantastica.

Quando, qualche giorno fa, una mia cara amica dei tempi che magnificamente furono mi ha invitata ad una festa tutta al femminile in onore dei poster di Simon Le Bon ho risposto sì con grandissimo entusiasmo.

Giunta nella mia cameretta mi sono tuffata nell’armadio e tutta felice ho tirato fuori la mia splendida camicetta a pipistrello azzurra e rosa fucsia. Con quella addosso ho sempre fatto furore! Ho guadagnato a gran velocità il bagno e l’ho indossata su un paio di Levi’s 501. Poi ho buttato la testa in giù e ci ho dato dentro con una cotonata all’ultimo nodo ai miei capelli ormai un po’ canuti. Ero quasi pronta, un paio di etti di ombretto a destra un paio a sinistra e poi. E poi ho sentito un grido. Terrificante.

Temeraria come non mai ho guardato verso la porta. Le mie figlie. In piedi. Terrorizzate. Mi guardavano. “Che succede?”, ha domandato balbettando la maggiore. “Nulla!”, ho risposto tutta pimpante. Ho preso le due monelle, le ho portate nella mia camera, ho messo la cassetta che quasi 30 anni fa mi aveva registrato Manuela detta Scialpi per la sua perfetta imitazione del noto cantante e ho cominciato a zompettare intonando Wild boys.

Allegra è scoppiata a piangere. Vera si è fatta il segno della croce. Mia madre è arrivata correndo dalla cucina proprio mentre io mostravo alle piccole dal gusto acerbo le foto del biondo leone. “Ma chi è questo australopiteco?” ha chiesto Vera. “Ahhhh!!! L’uomo delle caverne!” ha ululato Allegra. “Esatto!”, ha confermato mia madre. “Incompetenti!” ho gridato io difendendo a spada tratta Simon.

“Che pessimo gusto, povere bambine! Venite qui, care. Venite dalla nonnina. Ai miei tempi sì che c’erano grandi artisti! Uomini puliti, eleganti. Uno, in particolare, faceva girare la testa a me e ad Angelina, mia sorella. Dopo averci pensato su per un paio di lunghi anni decidemmo di agire nel seguente modo: avremmo scritto a Nico un’epistola! E in questa avremmo avanzato l’ardita richiesta. Rosse in viso per l’emozione e con il cuore in gola scrivemmo così: “Gentile Fidenco Nico, siamo due sorelle di Pescorocchiano, piccola e ridente località sconosciuta ai più sita nel territorio reatino. Ascoltiamo sempre, rapite, le Vostre canzoni. Sarebbe per noi un grande onore poter avere un Vostro autografo. Terremmo tale tesoro tra le cose più care, da proteggere in eterno in ogni dove. Legate al suo granello di sabbia, cordiali saluti. Anna e Angelina”.

Mentre io cercavo di trattenere una risata delle mie, quella tipo asino con il singhiozzo, le due piccole iene, incantate, hanno chiesto alla mia anziana madre: “E lui ha risposto???”. “Non ancora”, ha mormorato lei sognante, “ma l’attesa non è mai vana!”.

“Cara mamma, cara nonna”, ci hanno preso per mano le nuove leve. “Questi due tipi sono scaduti, roba vecchia. Dovete aggiornarvi! Guardate questo splendido esemplare di maschio: si chiama Justin Bieber. Non è divino????”.

Io e l’anziana genitrice ci siamo guardate e in coro, alzando le braccia al cielo abbiamo esclamato: “Ma chi è questo neonato??????”.

Ecco. Per dire.

Il cerchio della vita.

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