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Paganica: ‘Fagioli a rischio’

di Raffaele Alloggia*

In questi giorni, tutti gli organi di informazione, raccontano della carenza d’acqua sia nei rubinetti delle abitazioni, che nell’agricoltura che pervade l’intera nazione. Guardando più da vicino ‘all’orto di casa nostra’, è il caso di dire, nonostante la sottrazione di circa 40 ettari di terreno – alcuni dei quali dedicati interamente alla coltivazione dei fagioli e degli orti – per la costruzione del progetto C.a.s.e. a Paganica, in seguito al sisma del 6 aprile 2009, l’acqua del canale della Riga di Mezzo, pur se copiosa alla sorgente, non è sufficiente a soddisfare l’irrigazione di tali coltivazioni, che in questi mesi necessitano di una frequenza maggiore in quanto il terreno è di origine alluvionale, quindi molto permeabile, ma che però, proprio queste peculiarità confluiscono al famoso legume quelle caratteristiche organolettiche che ne fanno un prodotto unico nel mondo agricolo regionale.

Il problema, storicamente non nasce oggi, ma ha radici nei primi anni 70, quando un progetto che prevedeva un sistema di irrigazione più razionale, con l’incanalamento dell’acqua all’interno dei tubi in tutta la pianura della valle, fu boicottato dai contadini del luogo in quanto si diceva che in questo modo l’acqua del fiume Vera, l’avrebbero condotta al di fuori della nostra pianura per irrigare terreni più fertili lasciando così al secco i terreni del luogo.

Da questo sentimento diffuso non solo a Paganica, ma in maniera più esasperata a Tempera, fu organizzata con l’apporto delle forze politiche, una grande manifestazione di uomini e attrezzi agricoli che attraversò il corso della nostra città fino al palazzo della Regione da poco istituita.

Risultato: l’impianto non fu più fatto, l’impresa che aveva vinto l’appalto ed aveva già dislocati i grossi tubi di ferro per la pianura, chiese il risarcimento delle spese e chi oggi riceve la “cartella dell’irrigazione”, da tempo sta pagando.

Nel frattempo, come si diceva all’inizio, nonostante l’abbondante quantità di acqua che sgorga dalle vicine sorgenti del Vera e che scorre nel canale della Riga di Mezzo, causa la cattiva o la non manutenzione del canale stesso e quello dei canali secondari tutti in terra battuta, che sono divenuti autentici colabrodo, hanno già messo a rischio la coltivazione dei fagioli così detti di Paganica che rappresentano un prodotto di nicchia e che invece dovrebbero essere incentivati in un momento di crisi come quella che stiamo attraversando, avendo loro una buona richiesta sul mercato.

Puntualmente ogni inizio di stagione, sia il Comune che il Consorzio di Bonifica dell’Aterno, per ciò di loro competenza, emettono bandi pubblici sia per la ripulitura, da parte dei frontisti, dei canali per l’irrigazione che per il taglio delle siepi lungo tutte le strade comunali e interpoderali.

Nel manifesto affisso, vengono minacciate anche grosse multe per i trasgressori, ma forse viene scritto soltanto per mettersi in regola con la legge, perché poi nulla o quasi viene controllato, rendendo più difficoltoso il lavoro alle poche persone che ancora si dedicano a queste faticose coltivazioni e a qualche giovane che di ciò ne ha fatto un progetto di vita.

In questi giorni anche a Paganica, come nei paesi del circondario, ci sono lamentele da parte dei contadini per i continui e numerosi ammanchi di prodotti di stagione quali pomodori, peperoni, fagiolini, cipolle, patate, fagioli molto spesso rubati da piccole coltivazioni per fabbisogni familiari.

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