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Concorsone: preselezione per tutti

Tanto tuonò che piovve: tutti dovranno sostenere  la preselezione, anche coloro che hanno prestato servizio nei comuni del cratere in questi tre anni. Il sindaco Massimo Cialente è piuttosto deluso dalle ultime notizie provenienti dal ministero. Il primo cittadino ha fatto capire che a Roma sono stufi delle polemiche montate negli ultimi giorni; della lotta fra poveri dei precari supportata da alcune sigle sindacali.

Il concorsone dunque non guarderà in faccia nessuno: né lavoratori con contratto a tempo determinato né Cococo, né staffisti. «Se tutti dovranno sostenere la pre-selezione non avrà neanche più senso parlare della riserva dei posti del 50% per coloro che hanno prestato servizio», spiega il sindaco visto che in linea teorica nessuno dei precari potrebbe passare la scrematura dei test di preselezione.

Dunque cosa dovrebbe essere accantonato? La parola definitiva toccherà al Ripam (Formez). L’ipotesi sostenuta [i]in primis[/i] dal primo cittadino prevedeva l’esonero dalla preselezione per tutti i precari. I sindacati e qualche sigla politica hanno cominciato a fare distinguo. L’anatema avrebbe colpito soprattutto gli staffisti e i Cococo. «Credo di poter dire che anche i precari che hanno vinto il concorso dovranno fare la preselezione, perché addirittura dei sindacati hanno sollevato il problema». 

Ai precari non resta che confidare nella preferenza cosiddetta Q «l’aver prestato senza demerito servizio nelle pubbliche amministrazioni». I posti disponibili sono 300, 128 presso il Comune dell’Aquila, 72 negli altri centri del cratere e 100 presso il Ministero delle Infrastrutture che li “dirotterà” presso Regione, Provincia e uffici tecnici. Il numero complessivo del personale precario assunto dopo il sisma del 2009 è di circa 600 unità, 230 solo al Comune dell’Aquila.

Sempre a proposito di personale, sul piede di guerra anche la dirigente Paola Giuliani, “sfrattata” dalla Sge. Con l’accorpamento del personale della Struttura tecnica di missione (Stm) e di quella per la gestione dell’emergenza (Sge) nell’Ufficio coordinamento della ricostruzione (Ucr), diretto fino a poche settimane fa dal dimissionario Gaetano Fontana, si era reso vacante il ruolo di responsabile dell’area Giuridico-amministrativa, posto per il quale era stata verificata la disponibilità della Giuliani. La dirigente ha presentato istanza di autorizzazione al sindaco che, però, l’ha respinta: per questo è scattato il ricorso al Giudice del lavoro del tribunale dell’Aquila. La Giunta comunale, preso atto dell’istanza della Giuliani alla giustizia civile, ha deciso di costituirsi in giudizio tramite l’avvocatura dell’ente.

A.Cal.

 

SCOPPIA LA PROTESTA DEI PRECARI DELLA RICOSTRUZIONE – «Svuotata di significato la riserva di posti prevista a favore dei lavoratori precari abruzzesi, nonché la rassicurazione fornita dal Ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, il quale ha dichiarato che: “Nell’ambito dei paletti imposti dall’attuale contesto normativo, massimo è l’impegno del Governo a far sì che quelle risorse professionali attualmente utilizzate che hanno maturato una significativa esperienza nella materia e che siano appropriatamente selezionate in base alla competenza proseguano nel loro operato” (Relazione del 15 giugno 2012, pubblicata sul sito del Ministero per la coesione territoriale). In considerazione dell’imminente pubblicazione del bando in questione, i precari dell’Ufficio Coordinamento Ricostruzione, che hanno vinto una selezione pubblica,  hanno chiesto al ministro Barca e al Commissario Chiodi di fare definitiva chiarezza sulla vicenda».

UIL FPL: NESSUNA FORMA DI CONDIVISIONE – «Le sconcertanti esternazioni e accuse che il sindaco ha rivolto alle organizzazioni sindacali, alle quali è stato negato il diritto di risposta da diverse testaste giornalistiche, hanno raggiunto livelli insostenibili». A sottolinearlo, attraverso una nota è Simone Tempesta, segretario provinciale Uil-Fpl.

«Il primo cittadino, fino ad oggi, eludendo ogni confronto con le forze sociali e agendo attraverso condotte unilaterali a spregio della benché minima concertazione – ha aggiunto Tempesta – ha programmato e pianificato atti e documenti riconducibili solo alla sua persona e al suo assessore al personale. È vergognoso, e ci indigna, leggere che: “ora i sindacati saranno contenti”. È da diverso tempo che stiamo cercando di spiegare e far comprendere che le azioni da lui intraprese sono eccessive e scoordinate in quanto non suffragate da un’adeguata ricognizione delle reali necessità dell’ente. Dalle dichiarazioni del sindaco si evince, senza ombra di dubbio, che nella programmazione esiste una carenza di profili imprescindibili per il corretto funzionamento della macchina comunale. Alle organizzazioni sindacali è stato negato il diritto di esporre le proprie ragioni e mettere in risalto carenze ed esclusioni. Abbiamo tentato, inaspettatamente senza successo, di chiarire al sindaco e al suo assessore al personale che, tentando di inglobare nelle “riserve di posti” staffisti e portaborse, i quali verrebbero assunti senza selezione e con incarichi fiduciari da parte dei politici, l’unico risultato che si otterrebbe sarebbe quello dell’obbligatorietà per tutti del test di preselezione con la successiva esclusione, dalle medesime riserve, della totalità dei lavoratori, con un conseguente danno non quantificabile e una susseguente ripercussione sui servizi erogati, in quanto verrebbe indiscutibilmente a perdersi la professionalità acquisita e già presente all’interno del Comune. Se, dunque, ciò dovesse accadere la responsabilità sarà da imputarsi solo ed esclusivamente al primo cittadino e a chi fornisce lui i suoi preziosi consigli. Il sindaco ed il suo assessore al personale, fuggendo qualsivoglia forma di condivisione e compartecipazione, hanno essi stessi prodotto una spaccatura nel tessuto sociale cittadino creando una tangibile e preoccupante contrapposizione tra chi detiene il potere e determina gli atti e chi subisce le conseguenze delle decisioni prese. L’unica possibilità rimasta ai lavoratori, inascoltati ed abbandonati al proprio destino è quella di intraprendere incisive ed eclatanti iniziative di protesta nelle giornate della prossima settimana, d’altronde “in democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica”».

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