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Arriva la pergamena che cambiò il mondo

A dare nuovo impulso all’intesa fra le due città che hanno, uniche al mondo, due Porte sante di cui essere fieri, è stata la decisione coraggiosa di portare a L’Aquila per due giorni uno dei documenti più antichi della cristianità che riconcilia Celestino V con la storia. Si tratta della lettera degli undici cardinali a Pietro Angelerio per la sua elezione a sommo pontefice. Una supplica giunta dopo 27 mesi di conclave a Perugia, due anni durante i quali vennero a galla tutte le lacerazioni della nobiltà italiana ed europea. Per questa ragione la nomina di Celestino fu alla fine una sorta di “illuminazione” per gli undici cardinali che consegnarono la pergamena nella mani dell’eremita sul monte Morrone.

Un documento esteticamente molto bello con gli undici sigilli antichi di ceralacca, conservato fino al 1608 nel convento di Santo Spirito di Sulmona e dà lì portato poi a Roma e conservato negli archivi segreti del Vaticano insieme al verbale dell’elezione del Pontefice. Non è un caso che la pergamena sia stata scelta fra i cento documenti più importanti e anche scomodi (fra cui il processo ai templari e atti sulla Shoah) contenuti negli archivi Vaticani per esser esposti nella mostra “Lux in Arcana” in corso ai Musei Capitolini. Grazie alla tenacia del saggista aquilano Salvatore Santangelo, e alla disponibilità di sponsor privati, del Comune di Roma e della Cna sarà possibile esporre la preziosa pergamena a L’Aquila dal 27 al 29 agosto nell’atrio della Banca d’Italia.

L’occasione storica e irripetibile per la città sarà preceduta il 27 agosto alle 11.30 nella chiesa di San Giuseppe Artigiano dalla Lectio Magistralis di monsignor Sergio Pagano, prefetto dell’archivio segreto vaticano dal titolo “le fonti Celestiniane dell’archivio segreto del vaticano”. La pergamena giungerà in città in un blindato, come spiegato dal presidente di Confartigianato L’Aquila, Angelo Taffo, scortata dagli uomini della Polizia Municipale dell’Aquila. «L’idea è quella di trasformare “L’Aquila incontra Roma” in un appuntamento annuale» – spiega Salvatore Santangelo che vede nella iniziativa una chance in più per ottenere il riconoscimento Unesco per la manifestazione.

«Il prossimo evento – ha aggiunto – sarà una giornata di studi sull’arte sacra con monsignor De Meo». Nel ringraziare il Comune di Roma e il sindaco Alemanno, Cialente ha sottolineato che le celebrazioni di quest’anno rappresentano un giusto equilibrio fra spiritualità e laicità. «Questo documento – ha aggiunto l’arcivescovo Giuseppe Molinari – ci dà la prova che quello che noi celebriamo ogni anno affonda le sue radici nella storia. Noi aquilani abbiamo la responsabilità di non disperdere questo patrimonio». Molinari ha poi sottolineato che la chiesa non è mai stata in contrasto con Celestino, da Paolo VI a Giovanni Paolo II fino a Benedetto XVI, tutti hanno riconosciuto il valore della celebrazione.

A.Cal.

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