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‘Pacco di Ferragosto alle aquilane’

«Continuano i comportamenti misogeni del commissario Chiodi che dopo aver tergiversato, cincischiato, impedito al Comune dell’Aquila e alle associazioni delle donne aquilane di utilizzare questi fondi, alla vigilia di ferragosto e, a due settimane dal cambio di poteri, pubblica un decreto sulla realizzazione dei centri antiviolenza e di aggregazione per le donne». La denuncia arriva dall’assessore comunale alle Politiche sociali Stefania Pezzopane.

«Il decreto – spiega l’assessore – approva la spesa di un milione e 499 mila euro circa, relativa al progetto delle Arcidiocesi. Di questo progetto il Comune dell’Aquila e la rete comunale antiviolenza non sanno nulla. Tutto ciò alla faccia della partecipazione e della condivisione. Ricordo infatti che il Comune ha il compito delle politiche sociali, che stiamo facendo con i soli fondi comunali a tutela delle donne e dei minori. Avendo destinato una cifra enorme di risorse alle diocesi, chiediamo che prima di approvare il progetto definitivo, sia prevista un’intesa con l’amministrazione comunale e con la rete delle associazioni per concordare le azioni da intraprendere».

«Con lo stesso decreto – prosegue Stefania Pezzopane – è stato inoltre assegnato alla consigliera Marinelli il compito di trasmettere al commissario delegato per la ricostruzione un progetto di massima per la realizzazione dei centri antiviolenza e per l’utilizzo dell’ulteriore milione e mezzo. Ho immediatamente inviato alla consigliera di Parità della Regione Abruzzo, Letizia Marinelli, una lettera per chiedere spiegazioni su cosa intenda fare. Il timore che anche questo milione e mezzo prenda strade contorte è forte e legittimo alla luce dei fatti. Il decreto, pubblicato il 14 agosto dà un ultimatum alla consigliera di Parità che ha questi soldi da gennaio ancora inutilizzati, nonostante le nostre proposte e sollecitazioni. Il 31 maggio scorso infatti si era tenuto, presso la Regione, un incontro tra l’Amministrazione comunale e la consigliera, in cui il Comune dell’Aquila, alla presenza degli altri Comuni, chiese espressamente quali dovessero essere le caratteristiche del progetto da presentare al fine di poter proporre un progetto nella chiarezza delle regole. Da quella riunione, che si era conclusa da parte della consigliera Marinelli con un impegno a comunicare il format per la presentazione del progetto ai Comuni, non abbiamo ricevuto più alcuna notizia mentre, alla vigilia di Ferragosto, il Commissario ha donato un “pacco” alle donne aquilane pubblicando il decreto scippo. Con la lettera alla Marinelli ribadiamo che è opportuno dunque, prima di presentare il progetto, che i Comuni sappiano, affinchè si possa partecipare con trasparenza, quali debbano essere le caratteritiche del progetto da presentare: l’intervento finanziario è a copertura totale o è necessaria la compartecipazione? Il progetto è la ricostruzione di un immobile o la costruzione di una struttura ex novo? Quanto incide nella valutazione il bacino di utenza e la popolazione di una città? Quanto incide il numero di casi di violenza o di affidamento di minori per abuso che un Ente locale deve affrontare? Quanto conta la costituzione e la formalizzazione della rete associativa di supporto e le competenze di associazioni che operano da decenni in questo campo?Questa vicenda fin dal 2009 è stata una sequenza di omertà, incapacità, poca trasparenza. Questa storia deve finire. Ne ho interessato il Ministro Fornero che spero non faccia come la Carfagna finta di niente, dimostrando disinteresse e lasciando libero il Commissario di fare il comodo suo con i soldi dedicati alla lotta contro la violenza sessuale. A riguardo, allo stesso ministro Fornero sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari. Il Comune dell’Aquila, in accordo con le associazioni che da anni si occupano di queste problematiche ed in particolare con il Centro Antiviolenza dell’Aquila, è pronto da tempo a fare la sua parte, ma sembra sempre più emergere una volontà ostile che questi soldi vadano effettivamente all’Ente locale preposto e alle associazioni competenti in questa delicata e complessa materia».

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