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In calo anche il turismo delle macerie

In calo perfino il turismo delle macerie in città. Finita la curiosità morbosa del post sisma, L’Aquila è stata abbandonata a se stessa.

Ancor prima di fare la prima telefonata ad uno degli albergatori aquilani contattati sappiamo già cosa ci dirà: un deserto, punto e basta. Dal Canadian all’Hotel Castello al Federico II all’Amiternum, tutti confermano che le presenze sono poche, i turisti non ci sono. Non resta che sperare allora nel turismo congressuale dell’autunno o nelle presenze business, legate ai lavori per la ricostruzione che soprattutto nei giorni feriali aiutano i gestori a tirare avanti, a non chiudere.

Si comprenderà dunque il motivo per cui i giorni ferragostani sono davvero quelli più magri per gli albergatori aquilani.

Salendo in quota e allontanandoci dal centro dell’Aquila le presenze sembrano aumentare anche se il calo è un dato di fatto rispetto allo scorso anno. La riduzione di clienti è confermato dal Fiordigigli, hotel alla base della funivia. Non si lamenta invece il gestore dello storico albergo Campo Imperatore che attribuisce alle previsioni meteo di brutto tempo il calo turistico del week-end di ferragosto.

Allora, se gli aquilani non sono in città, dove saranno finiti per il lungo ponte di Ferragosto? Non molto lontano dal capoluogo, in particolare nei piccoli comuni del territorio dove secondo quanto riferito dal presidente della Gran Sasso Acqua, Melaragni, si registra un incremento di utenze in questo periodo del 15-20%. «In questo periodo – spiega – si registra il massimo del consumo anche all’Aquila. Ma questa impennata non corrisponde ad un consumo reale, piuttosto invece sembra essere determinata dalle falle delle condotte danneggiate dal sisma».

Si ripopolano dunque a ferragosto i borghi deserti d’inverno. Tornano insomma i proprietari delle seconde case, spesso classificate E, diventate “agibili” sono per qualche giorno. Chi non può rientrare nella propria abitazione, accende il barbecue e con gli amici si concede un pranzo di ferragosto sull’uscio di casa. Meglio di niente.

Con il ritorno della gente l’acqua scarseggia. Erogazione a singhiozzo nei giorni scorsi a San Benedetto in Perillis e Santo Stefano di Sessanio.

Non c’è da illudersi comunque, il turismo dei borghi limitrofi è sempre mordi e fuggi anche a Ferragosto. Perla dell’Aquilano con il suo albergo diffuso, con camere per ricchi, è Santo Stefano di Sessanio dove è in corso la mostra di quadri e Sculture provenienti dalla Galleria degli Uffizi di Firenze dal titolo Pastori e Viandanti che sarà aperta fino alla fine di settembre. Nonostante il grande flusso di gente per le vie del paese e la bellezza indiscutibile delle opere in mostra si registra una calo di presenze netto rispetto allo scorso anno.

Oltre alla tipica scampagnata, tempo permettendo, saranno molti coloro che sceglieranno di trascorrere il giorno di ferragosto a tavola con amici e familiari rigorosamente in agriturismo. Si scegli dunque il prodotto genuino a pressi contenuti. Sono tutti già prenotati da molto tempo i più noti agriturismo dei dintorni.

Diventa poi quasi un rito nel pomeriggio di ferragosto il pellegrinaggio fra le varie sagre che animano i borghi vicini. Da san Demetrio a Fossa, Sant’Eusanio, Bagno, Bazzano, Acciano, Capestrano, Navelli. Ogni borgo esalta e rende protagonista un prodotto tipico della propria terra. Dal pane, alla bistecca, ai ceci e alle lenticchie.

A.Cal.

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