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Mercato piazza d’Armi, andamento lento

A due mesi esatti dall’apertura, si soffre in piazza d’Armi e non solo a causa del caldo. Molti operatori sono delusi da quello che credevano potesse essere il loro Eldorado. É sabato mattina e le auto sono tante, le bancarelle invece sembrano diminuite. Sono molte, forse troppe, le postazioni vuote. Arriva puntuale la spiegazione “tecnica” del presidente della Fiva, Alberto Capretti: «E’ fisiologico questo calo – spiega da dietro al bancone della sua postazione –. Molti colleghi sono nelle località di montagna o a lavorare nelle sagre e nelle fiere».

Come va, si fanno affari? «A luglio abbiamo sofferto – aggiunge – ad agosto andrà meglio. Ne sono convinto». All’orizzonte arriva con una busta piena di pomodori, l’assessore comunale Marco Fanfani: «Bello Eh? – esordisce – entro la prossima settimana gli operatori avranno anche l’impianto elettrico, a ottobre invece cominceranno i lavori per i quattrocento parcheggi auto. Abbiamo pubblicato il bando per il bar e sistemeremo anche il verde». «Quale verde? – bisbiglia qualche commerciante che si lamenta per il gran caldo -. Avrebbero dovuto posizionare degli alberi per fare un po’ d’ombra, così è una fornace». Guardando al futuro l’assessore pensa ad orari più ampi del mercato da estendere anche al pomeriggio e a breve un ingresso con uscita più sicuri da viale Corrado IV.

Ogni giorno vendere al mercato costa 14 euro agli operatori convenzionati (quelli di piazza Duomo) e 16,82 euro agli spuntisti. In verità costa al momento molto di più vista la necessità di utilizzare gruppi elettrogeni in mancanza di energia elettrica. Proseguendo il giro, si incontrano con sorpresa altri volti noti alle prese con lo [i]shopping[/i] al mercato: la dirigente Paola D’Ascanio, Giampaolo De Rubeis, Giampaolo Arduini. Ecco le bancarelle degli orologiai, la famiglia Marchitelli che tenta di tirare avanti. «La gente qui non viene – dice nostalgico il capostipite Michele Marchitelli –. Ero in piazza Duomo dal 1951».

Più si va in fondo e più gli operatori sono scontenti, soprattutto i venditori di frutta con i loro stalli ai confini del mercato. «E’ assurdo che ci abbiano confinati quaggiù. In ogni mercato gli alimentari sono all’inizio. Sicuramente noi facevamo molti più affari nell’area di Carrefour, lì si vendeva tre volte di  più. É un peccato dover gettare ogni giorno l’invenduto che è tantissimo».

Intorno all’ovale non si può non notare una avanzata situazione di degrado con cumuli di sporcizia che invadono i bordi dell’anello in cemento. Un “belvedere” che scandalizza anche gli operatori e soprattutto gli spuntisti. «Con noi sono molto severi – spiega un fioraio ambulante di Teramo che viene all’Aquila una volta a settimana –, vengono a controllare se abbiamo lasciato il nostro stallo pulito e invece qui intorno è uno schifo. Eppoi si paga troppo per i servizi che vengono offerti. Ci avevano detto che avremmo avuto l’energia elettrica entro 15 giorni e invece aspettiamo da due mesi».

I segni del degrado tuttavia non sono limitati solo alla sporcizia, ultimando il giro dispiace vedere che i servizi igienici nuovi di zecca sono presi di mira dai vandali. La porta è coperta di scritte che compaiono anche sul water e sulle piastrelle del bagno. Anche i venditori sono piuttosto arrabbiati interpretando il gesto come uno sgarbo  fatto al proprio lavoro, al mercato e alla  città.

Qualcuno chiede se non sia il caso di attivare un servizio di video sorveglianza. Sarebbe poi necessario impedire l’accesso all’area di notte. Purtroppo non basta chiudere il cancello visto che il varco pedonale di viale Corrado IV è sempre aperto. Altri cittadini tuttavia sostengono che sarebbe ingiusto chiudere il passaggio impedendo ai ragazzi di utilizzare lo spazio per andare in bicicletta oppure con lo[i] skate-board [/i] dopo gli orari del mercato.

A.Cal.

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