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Giù le mani da Palazzo Margherita

«In un Paese in cui ogni occasione è buona per litigare o per rivendicare diritti, non stupisce che il Comune dell’Aquila sia sommerso da ricorsi e contenziosi, fortemente aumentati in questo periodo post-sisma, qualche volta legittimi e tante altre volte strumentali in quanto si è portati a ritenere che sia facile mungere la mucca pubblica. Il Comune, con il suo Ufficio di Avvocatura – scrive Lelio De Santis, assessore al Bilancio –, sarà rigoroso e determinato nel far valere le ragioni dell’Ente e gli interessi generali rispetto a quelli particolari, preferendo risolvere in tempi rapidi eventuali controversie in via transattiva e nell’interesse reciproco delle parti».

«Ancora più grave ed inspiegabile è il contenzioso che si attiva fra Enti pubblici, come quello in atto fra il Comune dell’Aquila e l’Amministrazione provinciale, riferito alla proprietà di Palazzo Margherita, sede storica municipale. Dopo 37 anni di liti e di ricorsi, finalmente la Corte di Cassazione con una sentenza (numero 13172/2011) ha stabilito che Palazzo Margherita è di proprietà del Comune dell’Aquila».

«Tutto finito? No, perché il Presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, non molla ed il 12 giugno impugna la decisione della Corte, chiedendo la revisione della sentenza, con una procedura molto rara. La Giunta comunale è stata costretta a resistere in giudizio dando mandato all’avvocatura dell’Ente. Mi sembra veramente assurdo ed incredibile l’astio e l’ottusità di amministratori pubblici, che invece di collaborare e di ricercare le soluzioni migliori per gli Enti che amministrano, alimentano il contenzioso fra gli Enti stessi, sperperando senza ragioni valide risorse finanziarie ed energie umane in liti infinite».

«Rivolgo un appello pubblico al Presidente Del Corvo perché rinunci all’ennesimo ricorso, stante la sentenza della Corte di Cassazione che assegna in modo incontrovertibile la proprietà di Palazzo Margherita al Comune. L’immobile, tra l’altro, molto danneggiato dal terremoto sta per essere ristrutturato dall’Amministrazione comunale con un costo di circa 12 milioni di euro. Sarebbe un segnale di rispetto istituzionale e dimostrerebbe una volontà politica di collaborazione, essenziale in questo momento difficile, nel quale si richiede a tutti, alle Istituzioni per prime, di unire le forze e di pensare alle cose serie e non alle dispute inutili e dannose».  

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