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‘Consorzio di bonifica unico regionale’

Il Pd presenterà in questi giorni un progetto di legge che verrà depositato in Consiglio regionale per la riforma dei consorzi di bonifica che attualmente in Abruzzo sono cinque, dopo la riduzione portata a termine nel 1996 quando ne esistevano 15.

«Quello del 1996 fu un primo passo importante messo in atto dall’allora assessore Borrelli, ma dal 1996 ad oggi, dopo 16 anni – ha detto il capogruppo Camillo D’Alessandro – quella fotografia non corrisponde più alle esigenze dei consorziati e degli agricoltori che dovrebbero usufruire delle opere dei consorzi. Noi proponiamo che si passi da cinque a un consorzio di bonifica unico regionale in modo da garantire una programmazione unitaria per poi delegare ai territori e agli enti locali le attività esecutive».

«Se prima c’erano tanti consorzi quanti bacini, oggi – ha aggiunto il consigliere regionale del Pd D’Alessandro – il legislatore ha detto che si può intervenire per cambiare le norme e arrivare eventualmente a una norma per la riduzione dei consorzi».

D’Alessandro ha poi aggiunto che «la Corte Costituzionale ha precisato che i consorzi di bonifica non sono enti privati, ma enti amministrativi dipendenti della Regione e quindi per le assunzioni si dovranno fare concorsi pubblici e per gli affidamenti dei servizi ricorrere a gare pubbliche. E’ giusto stabilire nuove regole, perché avvertiamo l’esigenza che in momenti di ristrettezze economiche e di nuove esigenze, vogliamo far si che si garantisca un miglior servizio a costi minori e per far questo diventa prioritario accorpare i consorzi e mettere in campo una programmazione unitaria, senza considerare che con unico consorzio non ci sarebbero più cinque presidenti, cinque Cda e altrettanti direttori generali, con un risparmio rilevante».

In conclusione D’Alessandro ha anche fatto una precisazione sulle competenze dei consorzi. «Noi siamo contro l’attribuzione di nuove competenze ai consorzi per farli vivere. L’assessore alle Politiche agricole Febbo aveva presentato una proposta di legge per attribuire nuove competenze come la gestione dei depuratori, ma poi questa proposta è stata ritirata. Oggi cinque consorzi di bonifica sono troppi. Se si va verso una sola Ater e una sola Ato, si può avere anche un unico consorzio di bonifica».

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