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Marcinelle: l’Abruzzo piange i suoi minatori

Ricorre oggi il 56esimo anniversario della tragedia di Marcinelle (Belgio), nella quale morirono, 262 minatori di 12 nazionalità diverse. Fra i 136 italiani c’erano 61 minatori abruzzesi – provenienti in gran parte da Manoppello, S.Valentino, Lettomanoppello e altri piccoli centri – e sette molisani.

LA DINAMICA DELLA TRAGEDIA – Dalla ricostruzione fatta anche in base alle risultanze del processo, un operaio chiamò per sbaglio l’ascensore proprio mentre stava uscendo un vagoncino che, incastratosi, tranciò un tubo per il petrolio e i cavi della corrente elettrica, ad esso troppo vicini. L’incendio che ne seguì determinò la morte di 262 minatori.

Il Tribunale d’inchiesta assolse i proprietari della miniera. Unico responsabile fu ritenuto l’addetto alla manovra del montacarichi, l’italiano Antonio Ianetta, 27 anni. Nonostante capisse poco il francese, fu addetto a quelle mansioni che implicavano un coordinamento di movimenti tra chi caricava i vagoncini in fondo al pozzo e chi doveva tirar su l’ ascensore. E l’origine della manovra sbagliata pare sia stato proprio un errore di comprensione della lingua. Ma al processo, nel maggio 1959, Ianetta non ci sarà. Poco dopo la tragedia, fu fatto partire per il Canada.

IL RICORDO – Oltre al ricordo dei presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera, a Pescara l’Ugl ha organizzato una manifestazione commemorativa. La tragedia è stata ricordata anche dalla Cgil.

Anche il presidente del consiglio regionale abruzzese Nazario Pagano ha voluto ricordare il dramma: «La tragedia di Marcinelle rappresenta la pagina più dolorosa della storia dell’emigrazione abruzzese – ha sottolineato – A 56 anni di distanza da quel dramma, che costò la vita a 262 minatori, 61 dei quali abruzzesi, quel sacrificio non può e non deve essere dimenticato». «Oggi – ha aggiunto Pagano – il mio pensiero va non solo ai familiari e ai discendenti di quei lavoratori, ma va soprattutto alle giovani generazioni, cui deve arrivare forte il messaggio dei valori che ci hanno lasciato i minatori di Marcinelle, in quegli anni impegnati a contribuire alla costruzione di una società migliore con il loro duro lavoro». «Dal 2001 – ha spiegato il presidente – l’8 agosto è la ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo‘, un’occasione per tributare un doveroso omaggio ai tanti nostri connazionali che, emigrati alla ricerca di un futuro più sereno per le proprie famiglie, sono stati sfruttati e discriminati, arrivando a pagare con la vita condizioni di lavoro disumane. Episodi che, a distanza di tanti anni, devono ancora farci riflettere e spingerci a combattere qualunque forma di intolleranza e razzismo. Fenomeni che, purtroppo, negli ultimi tempi stanno tornando prepotentemente alla ribalta, complice certamente la congiuntura economica che il Paese sta attraversando. I minatori di Marcinelle sono il simbolo, invece, di un gruppo unito e affiatato nell’affrontare le sfide quotidiane nel Belgio degli anni cinquanta, sempre pronti ad aiutarsi gli uni con gli altri per superare i momenti difficili prescindendo dalle diverse nazionalità». «»Un esempio – ha concluso Pagano – che non dobbiamo mai dimenticare».

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