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Come ti sei addormentata tu

Caro direttore,

le poesie che ospiterai sul tuo IlCapoluogo.it sono le voci di una persona e della sua storia che nella narrazione ha trovato una ragione del proprio essere ed esserci. Una poesia “che salva la vita” di fronte a emozioni, dolori, catastrofi personali intime e comuni, provo a raccontarla. Ma la poesia è anche fonte di gioia perché offre nell’ordinaria quotidianità una visione del mondo altra, alternativa o semplicemente nuova su cui provare a riflettere: l’arcipelago di sentimenti ed emozioni nel frastagliato territorio della persona a volte segnano una rotta.

V. M.

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COME TI SEI ADDORMENTATA TU

Anche stanotte avrà stelle precarie

anche stanotte un’aperta fornace

di stelle

risplenderà. Come libellule sbocciate

di fresco.

Con vesti da ballo, con fanciullesche

vesti da ballo

si rincorrono le stelle da est ad ovest

del cielo sulla città.

Un ballo, un ballo e risa di bambini

per la mia città io

voglio

guance splendenti e sorrisi, sorrisi come

fiori

narcisi e viole come un brivido del vento

del vento in fiore.

Dopo la pioggia di maggio, dopo l’inverno

peggiore che io ricordi questa notte

è una notte dal volto di farfalla

la farfalla della nostra estate

della nostra estate piovosa.

Tu dormi in silenzio ora dormi

in questa notte di stelle

e va bene che c’è anche un po’ di vento

un po’ di vento per cullare le stelle

fino a quando non si addormenteranno

come ti sei addormentata tu.

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