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L’Aquila by night, censimento cantieri per non bloccare la movida

Da una parte l’esigenza di mantenere in centro storico gli standard di sicurezza, dall’altra la necessità di non desertificare dei nuovo il cuore della città e di lasciar dunque convivere i bisogni  dei commercianti con quelli della ricostruzione.

È stato avviato il percorso di un cammino lungo e tortuoso teso a scongiurare lo “sfratto” in blocco degli esercenti del corso stretto, in particolare gestori di pub. All’incontro svoltosi in Comune hanno partecipato l’assessore alla Attività produttive, Marco Fanfani, il direttore di Confcommercio, Celso Cioni i rappresentanti di Cna, Agostino del Re, di Confesercenti, Carlo Rossi. Sarà subito avviato un censimento fra i cantieri dell’area e poi di tutto il centro  per comprendere quale sarà il tipo di intervento: quando avrà inizio, quando avrà termine e se la permanenza dell’attività commerciale sia compatibile con il cantiere, in caso contrario per quanto tempo l’esercizio dovrà restare chiuso.

No ad ogni tipo di trasferimento in blocco in un’altra area pubblica. Gli esercenti preferiscono piuttosto restare chiusi per un breve periodo. La ricognizione, una volta ultimata, sarà consegnata al comitato di pubblica sicurezza presieduto dal Prefetto e dal Questore che hanno il “pallino” in mano della vicenda. Saranno  loro a decidere.

All’incontro erano presenti poco più di 20 operatori che purtroppo non si sono sentiti tranquillizzati. Celso Cioni ha parlato di  incontro utile, «è un primo passo con la consapevolezza che la strada è ancora lunga e tortuosa». «Non possiamo far tornare il deserto in centro – ha spiegato Agostino del Re della Cna -. Ad oggi mancano regole precise per l’utilizzo del suolo pubblico. Basta con il  far west». Il rappresentante di Confesercenti, Carlo Rossi ha sottolineato l’importanza del tavolo permanente aggiungendo che il fenomeno della ricostruzione dell’area di piazza Regina Margherita potrebbe essere piuttosto circoscritto nel mese di settembre con l’avvio di un solo cantiere. Rossi non lo dice espressamente ma parla di pressioni di comitati.

Insomma alcuni esercenti temono che dietro il polverone dello sfratto ci sia anche lo zampino di comitati creati ad arte per portare acqua alla ragioni dei residenti. «Si è avviato un sereno colloquio – ha sottolineato Fanfani –. C’è maggiore consapevolezza da parte degli esercenti. Sanno che l’amministrazione ce la metterà tutta».

A.Cal.

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