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Credito: ‘Mai così male negli ultimi 10 anni’

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Abruzzo meno peggio del resto d’Italia, eppure mai così male negli ultimi dieci anni. E’ la fotografia scattata dalla Cna abruzzese sull’andamento del credito nei primi tre mesi dell’anno: tra gennaio e marzo del 2012 – questa la sintesi della ricerca realizzata da Aldo Ronci su dati elaborati dalla Banca d’Italia – il temuto “credit crunch” ha infatti eroso pesantemente le risorse destinate al mondo delle imprese e alle famiglie, con ben 177 milioni di euro erogati in meno rispetto all’ultimo trimestre del 2011: 24 miliardi e 899 milioni, contro 24 miliardi e 545 milioni.

Scenario ben diverso solo dodici mesi fa, quando, al contrario, lo stesso periodo aveva fatto registrare un saldo attivo pari a 487 milioni di euro.

A presentare il saldo più negativo è stata proprio la quota-parte destinata al sostegno delle attività produttive: all’appello mancano infatti ben 139 milioni di euro, contro i 38 “sottratti” alle famiglie. Sul piano territoriale, sono le province di Pescara (-79) e Teramo (-48) quelle che hanno fatto segnare i risultati peggiori, in generale, nell’erogazione del credito. Un dato negativo, quello del territorio adriatico, che si conferma in pieno nella quota-parte di credito erogato alle imprese, con la flessione pesante del Pescarese (-63), ma cadute consistenti anche all’Aquila (-45); con Teramo (-25) e Chieti (-6) che contengono le perdite, come conferma anche la percentuale piu’ bassa rispetto alla media nazionale. (AGI)

Significativo, ancora, il dato riguardante il credito erogato per operazioni che superino il breve termine: al lieve incremento per acquisto di beni strumentali (+11) fa da contraltare la caduta di finanziamenti per la costruzione di abitazioni (-58) e di altre attivita’ (-252), una voce, questa, all’interno della quale compare tuttavia anche il consolidamento delle passivita’, ovvero uno dei capitoli piu’ dolorosi per l’attuale stato finanziario delle piccole imprese. Tra i settori, infine, sorride solo l’area dei servizi (+53), mentre penalizzazioni pesanti hanno subito industria (-142), edilizia (-42), artigianato (-8). Si presenta un po’ meglio, il quadro riguardante le cosiddette “sofferenze”, ovvero i crediti che le banche non riescono piu’ a recuperare dai propri clienti: tra gennaio e marzo hanno infatti subito una flessione di 49 milioni di euro: una positiva contro-tendenza rispetto all’andamento nazionale (8,35% contro 6,29%. nel rapporto tra sofferenze e credito) che tuttavia non impedisce alle banche abruzzesi di prestare denaro alle imprese con un tasso di interesse assai superiore alla media nazionale. Tornano infine a crescere i depositi (+0,63%), ma con una percentuale che e’ meno della meta’ di quella nazionale (+1,49%). E meno male che, a garantire un minimo di ossigeno al sistema produttivo ci pensano le piccole banche: nello stesso periodo, infatti, grazie a loro e’ stato erogato alle imprese il 51% del totale dei finanziamenti (media Italia, 20%), con una caduta dello 0,09% (media Italia -1,79%).

CNA ALLA REGIONE: PIU’ SOLDI AI CONFIDI

«Serve una scossa immediata, altrimenti le condizioni per rilanciare il nostro sistema produttivo non si vedono», ha commentato il presidente regionale Cna, Italo Lupo. A indicare le strategia della confederazione artigiana è stato il direttore regionale, Graziano Di Costanzo, che ha chiesto alla Regione Abruzzo una decisa sterzata a favore del sistema delle imprese, visto il forte divario che esiste con le misure messe in campo da altre Regioni: «Abbiamo letto degli interventi programmati da diverse Regioni italiane a favore del sistema dei confidi, gli strumenti di garanzia che sono poi anche gli unici in grado di avvicinare il mondo delle imprese al credito. In Abruzzo, a dire la verità, è prossimo alla scadenza un bando da 15 milioni di euro, attivato sulle misure del Por-Fesr, che è però dedicato quasi esclusivamente a misure quali innovazione e ricerca. Attività importanti, certo, ma che non sono in questo momento in cima all’agenda delle imprese, impegnate quasi esclusivamente sul fronte del consolidamento dei debiti». E sempre sul fronte delle garanzie, la Cna ha sottolineato la richiesta formulata, d’intesa con Confartigianato e Confesercenti, di utilizzare 24 milioni di fondi Fas per arricchire la dotazione dei confidi. Al governatore Gianni Chiodi, infine, Di Costanzo ha ricordato «l’impegno assunto pubblicamente, anche di recente e più volte, a ridurre le tasse: una scelta che resta per ora nei proclami, ma che noi chiediamo si traduca in una eliminazione o forte riduzione delle addizionali applicate a Irap e Irpef. Una riduzione della fiscalità che abbiamo di recente esteso ai Comuni, chiedendo l’abbattimento dell’Imu sugli immobili destinati ad attività produttive».

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