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Bagni chimici e terremoto: tre indagati

Chiuse le indagini preliminari sull’appalto relativo ai bagni chimici della società Sebach durante il periodo della prima emergenza del post terremoto dell’Aquila. Risultano così ancora indagate Marta Dainelli di 45 anni di Vinci, residente a San Gimignano, ex amministratore della società Sebach; Cristina Galieni, 38 anni, di Empoli, residente a Certaldo, all’epoca dei fatti responsabile commerciale della stessa società; Sonia Morelli, 37 anni, anche lei empolese, residente a Certaldo. Tutte e tre sono indagate con l’accusa di falso materiale commesso da privato e frode nelle pubbliche forniture.

«L’Ati Sebach – si legge nell’informativa riportata oggi da “Il Messaggero” -, servendosi di ditte affiliate, ha fatto risultare un numero di operazioni di pulizia dei bagni chimici maggiore di quelle effettivamente compiute nei diversi campi nel periodo post sisma, in relazione ai tempi minimi calcolati per lo svolgimento delle operazioni». Nelle tendopoli del Globo e di Poggio Picenze, ad esempio, per pulire due volte al giorno 71 bagni chimici e 10 per disabili, sarebbero serviti 350 minuti, ovvero 5 ore e 50 minuti (con una media di 7/8 minuti ciascuno), lavoro che al contrario sarebbe stato portato a termine dagli operai in circa 2 ore e mezza. «Su 4.002 unità per il mese di aprile – scrivono gli investigatori – sono stati forniti solo 1.824 bagni, i restanti 2.178 dalle ditte subappaltatrici (31 società) per conto della stessa, andando oltre i limiti del subappalto. Sebach forniva i servizi di pulizia per 3.200 bagni ben 4 interventi giornalieri».

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