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Non puoi andare all’opera? L’opera viene all’Aquila

Non puoi andare all’opera?

L’opera viene da te. E’ questo il senso del progetto “Un’introduzione all’opera”, proposto da I Solisti Aquilani per avvicinare all’opera lirica agli appassionati: un viaggio nell’universo del melodramma passando attraverso proiezioni in DVD, la narrazione e la letteratura il tutto nella accattivante cornice di Murata Gigotti, in collaborazione con la Pro Loco di Coppito.

Si “parte” il 5 agosto con la Traviata, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, rappresentato la prima volta a Venezia al Teatro La Fenice il 6 marzo 1853 e terza opera della famosa “trilogia popolare”, con Trovatore e Rigoletto.

La versione che verrà proiettata è una produzione del festival estivo di Salisburgo. Prima della proiezione il critico Walter Tortoreto illustrerà i contenuti e il significato storico e artistico dell’opera per integrare la visione dell’opera con i necessari riferimenti alla società e alla cultura che fanno da sfondo alla tragica vicenda di Violetta Valéry e di Alfredo Germont, i due protagonisti del melodramma verdiano, mentre, durante la proiezione l’attore Giulio Votta leggerà passi del romanzo di Dumas. La signora delle camelie, dal quale è tratto il libretto della Traviata. La stessa formula verrà adottata per la Bohème di Puccini, in cartellone il 14 agosto. L’opera fu rappresentata per la prima volta nel 1896.

A scandire la narrazione letture da Scène de la vie de Bohème, di Henri Munger, La trilogia si chiude il 21 agosto con Il Barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossigni, andata in scena la prima volta a Roma, il 20 febbraio del 1816, al teatro Argentina

Si può dire che la Traviata rappresenti l’opera per antonomasia. E’ infatti quella il cui titolo è il primo che vine in mente anche a coloro che non frequentano abitualmente la lirica, o addirittura non la conoscono affatto.

Questo vuol dire che la storia di Violetta , e soprattutto la musica immortale che la racconta, sono ormai entrate nell’immaginario popolare e costituiscono un patrimonio culturale irrinunciabile non soltanto per il nostro Paese, ma per ognuno di noi. Forse dipende dal fatto che la sua storia ha da sempre affascinato gli spettatori di tutte le età proprio per il suo leit motiv: Violetta Valéry, giovane e bella, è destinata , irrimediabilmente come tutte le eroine romantiche, ad una fine tragica, sia pure per amore, imprigionata nelleterno conflitto tra destino e desiderio.

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