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‘Ndrangheta e ricostruzione: nuovi sospettati

Sull’inchiesta che vuole accertare i legami tra ‘ndrangheta e ricostruzione post terremoto potrebbero esserci nuovi sospettati, anche aquilani, che avrebbero favorito l’infiltrazione della malavita calabrese.

Si legge oggi su “Il Centro” che oltre alle richieste di rinvio a giudizio per i principali sospettati ma nei mesi scorsi la polizia (squadra mobile e Sco), che ha condotto le indagini di pari passo con la finanza, e ha individuato e segnalato alla procura della Repubblica dell’Aquila una ventina di soggetti che avrebbero avuto il ruolo di fiancheggiatori.

Inoltre dalle carte delle indagini si è appreso che la ’ndrangheta aveva avviato iniziative per entrare nel territorio aquilano addirittura prima del terremoto del 6 aprile 2009 con il tentativo di intraprendere attività economiche e poi mettere le mani sugli appalti privati per la ricostruzione per i quali i controlli sono minori: appalti senza gara e senza certificati antimafia.

Nella vicenda sono coinvolti allo stato attuale il giovane imprenditore aquilano Stefano Biasini e alcuni esponenti della alla cosca calabrese Caridi-Zindato-Borghetto, i fratelli Massimo Maria Valenti e Antonino Vincenzo Valenti e Francesco Ielo, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Gli indagati hanno sempre respinto le accuse.

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