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L’Aquila centro: commercianti in rivolta

* di Roberta Galeotti

Si sono riuniti tutti insieme i commercianti del centro storico dell’Aquila per illustrare la situazione paradossale che dovranno affrontare tra pochi giorni, quando l’inizio della ristrutturazione di alcuni palazzi adiacenti il corso piccolo e piazza Regina Margherita imporrà la chiusura del centro dalla Fontana Luminosa ai Quattro Cantoni.

Nel 2009 sono state rilasciate delle agibilità parziali a locali compresi in aggregati della zona rossa dichiarati ‘E’. In questi tre anni si è attivata una campagna di comunicazione nazionale che ha dipinto il centro dell’Aquila come vivo e pulsante. Il prossimo settembre inizieranno i lavori nella zona rossa della ‘movida’ aquilana e nessuno sa cosa accadrà alle attività commerciali. Ma se da una parte il Comune chiede la chiusura del centro, dall’altra continua a dare autorizzazioni e licenze per le nuove aperture, così mercoledì prossimo aprirà il nuovo locale Spritz che, però, rischia di dover chiudere il 15 settembre.

Pub, birrerie, bar, un tabaccaio, una pasticceria e una gelateria, un paio di negozi e un ristorante, c’erano proprio tutti questa mattina nei locali dell’Ingordo Laico, tutti coesi nell’obiettivo di trovare una soluzione funzionale ai molteplici problemi che si stanno disegnando nel loro futuro.

Si paventa, infatti, una chiusura totale e decennale del centro storico per rispettare i criteri di sicurezza dei cantieri che saranno aperti a macchia di leopardo nell’intera zona.

«Risposte serie e concrete- chiede Maurizio Cantalini, presidente dell’associazione Locali del Centro Storico -e soluzioni che rispettino l’impegno e il lavoro degli esercenti. Una proposta concreta sarebbe quella di chiudere progressivamente i soli locali interessati dai lavori di ricostruzione del loro aggregato- ha continuato Cantalini -permettendo agli altri di continuare a lavorare. Chiudere gli esercizi per il solo periodo necessario a mettere in sicurezza l’ingresso del locale e le vie di accesso adiacenti, permettendo la riapertura a distanza di pochi mesi, e, infine, dare un preavviso per la chiusura di almeno 3 mesi».

Risulta inquietante, infatti, «verificare che i cantieri in apertura, che obbligherebbero alla chiusura del centro, sarebbero tre o quattro al massimo mentre gli aggregati ivi compresi sono decine – ha aggiunto Peppe Colaneri della Luna – E’ legittimo pensare che così facendo le progressive attivazioni a macchia di leopardo dei vari cantieri costringerebbero ad una chiusura decennale di quella porzione del centro storico».

«Abbiamo investito denaro e impegno- ha dichiarato Marzia Buzzanca proprietaria del ristorante Percorsi di Gusto -per rilanciare le nostre attività e il centro della città. Nel 2009 la politica ci ha incoraggiato e ci ha chiesto di riaprire in centro per far tornare gli aquilani, ora non possono scaricarci. Spostare un’attività commerciale ha un costo molto elevato – ha aggiunto la Buzzanca -che molti di noi non possono affrontare. Abbiamo degli impegni importanti con le banche che non intendono rinegoziare i mutui nemmeno per i periodi di chiusura a cui saremo costretti. Qui tra noi- ha concluso -si è creato un ambiente coeso di mutualità e rispetto. Abbiamo dovuto affrontare momenti molto difficili quest’inverno quando la gente non veniva e ora ci si prospetta una chiusura di anni».

«Procedere con un censimento delle attività commerciali presenti in centro- la proposta di Celso Cioni, direttore Confcommercio Abruzzo – definire i tempi della ricostruzione con le parti interessate dai lavori, individuare una location appetibile in cui ricollocare a spese del Comune le attività che devono chiudere durante i lavori».

Molte attività si sono ricollocate affrontando le difficoltà enormi dei costi del trasloco delle attrezzature e dei lavori di ristrutturazione dei nuovi locali; hanno affrontato gli onerosi affitti del centro, pur avendo un mutuo legato ai locali di proprietà resi inagibili dal sisma; hanno assunto dei dipendenti e hanno riprogrammato la loro attività in un nuovo marchio e in una nuova zona.

Ora è tutto da rifare.

A L’Aquila i problemi si affrontano quando si presentano, enormi e ingombranti, non ci appartiene la cultura di una progettazione e di una programmazione lucida ed illuminata.

Al termine della riunione i direttori di Confcommercio, Confesercenti e Cna hanno richiesto un incontro urgente con l’amministrazione comunale.

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