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Il decreto sviluppo è legge

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L’aula del Senato ha dato il via libera al decreto Sviluppo. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, è convertito definitivamente in legge. Il decreto Sviluppo passa al Senato con 216 ‘sì’, 33 ‘no’ e 4 astenuti.

CATTOLICI DEMOCRATICI PER CAMBIARE LA LEGGE BARCA – Salvatore Placidi e Adriano Duranteri chiedono «la costituzione di un Comitato che intraprenda tutte le azioni di protesta ed eventualmente giudiziarie contro l’assurdità della legge Barca che penalizza i proprietari delle seconde case. Questa l’iniziativa che intende intraprendere il gruppo dei Cattolici Democratici al Consiglio comunale dell’Aquila, consapevole che il maxi emendamento sul terremoto proposto dal Governo alla legge sulla Crescita, che sta per essere approvato definitivamente dal Senato, contiene delle discriminazioni che non sono accettabili.

La situazione attuale, al momento, è la seguente. Nel centro storico dell’Aquila è previsto il contributo per la ricostruzione delle seconde case sia negli aggregati e sia per gli immobili con un unico proprietario. Nelle frazioni della nostra città e nei Comuni del cratere è assicurato il contributo solo per le parti strutturali degli aggregati; i proprietari unici di case non in aggregato non beneficiano di alcun sostegno. Cosa accade? Chi ha un immobile che non abbia, a prescindere dal terremoto, i requisiti di abitabilità, ottiene il contributo per le parti strutturali. Chi, invece, ha una seconda casa vera e propria (magari con tanto di contratto di cessione in affitto regolarmente registrato), non ottiene lo stesso beneficio se l’abitazione non è in aggregato.

Proprio ieri, per completare la ‘beffa’, il Governatore Chiodi – ormai alla fine del suo mandato commissariale – ha dichiarato che l’unica eccezione che potrebbe essere consentita riguarda l’estensione del contributo alle seconde case che hanno un vincolo, ed esempio di carattere monumentale.

E’ chiaro che questa è una situazione assurda e intollerabile. Per tale motivo, vogliamo chiamare a raccolta tutte le “vittime” di questa inconcepibile discriminazione. Ciò allo scopo di formare un Comitato che metta in campo tutte le azioni di protesta affinché la politica si decida a offrire ai proprietari unici delle seconde case delle frazioni dell’Aquila e dei Comuni del cratere (che spesso non hanno ottenuto nemmeno il contributo per la prima, essendo obbligati a una scelta diventata poi penalizzante) le stesse opportunità degli altri cittadini che si trovano nella medesima situazione. Se non si otterrà una risposta adeguata, il Comitato percorrerà le vie legali perché venga cancellata questa disparità di trattamento che fa parte della Legge Barca, che costituisce un danno per tante famiglie».

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