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Regione: scontri e fughe sull’edilizia

E’ stato sospeso a mezzanotte, dopo 13 ore, il Consiglio regionale iniziato ieri mattina per affrontare tra i provvedimenti previsti all’ordine del giorno la legge sull’edilizia.

Nel corso del consiglio sono stati approvati all’unanimità il testo unico in materia funeraria e di polizia mortuaria, mentre, a maggioranza, è stato approvato il progetto di legge di trasferimento al Consorzio di Bonifica Ovest-Bacino “Liri Garigliano”, delle competenze e risorse, già attribuite all’Arssa, per la gestione delle opere e infrastrutture di bonifica.

Il Consiglio regionale è stato aggiornato a questa mattina, a partire dalle ore 10, per l’approvazione del progetto di legge sull’edilizia, ma prima di procedere all’esame degli emendamenti presentati sul progetto di legge, il capogruppo del Pdl, Lanfranco Venturoni, ha chiesto l’inversione dei punti all’ordine del giorno. Sulla votazione della proposta di Venturoni, l’opposizione (Pd, IdV, Prc, Sel e Udc) ha chiesto il voto per appello nominale, che ha certificato l’assenza del numero legale. Il presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, ha quindi sospeso i lavori per 15 minuti.

Alla terza votazione per appello nominale, chiesto dall’opposizione, è mancato nuovamente il numero legale. Il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, è dunque costretto a sciogliere l’assemblea convocata in seduta ordinaria. I punti all’ordine del giorno tra cui la legge sull’edilizia torneranno dunque in aula al prossimo Consiglio regionale, che sarà convocato molto probabilmente dopo la pausa estiva. In allegato i fogli presenza dei consiglieri relativi alle tre chiamate.

Al momento sarebbero in corso riunioni febbrili a palazzo dell’Emiciclo. Mentre le opposizioni si scatenano nel contestare la maggioranza che si è sfaldata, si cerca un modo per convocare nuovamente il Consiglio e approvare comunque la legge senza fare slittare tutto a settembre. Si discute, in particolare, di possibili vizi procedurali sollevati dalla minoranza.

Confermato per oggi il consiglio regionale straordinario sullo stato di attuazione del progetto di fusione delle aziende di trasporto regionali.

IDV, LIQUEFATTA MAGGIORANZA CHIODI – «La pseudo-maggioranza di Chiodi si liquefà sotto il sole del primo giorno di agosto» ha commentato il consigliere regionale Cesare D’Alessandro (IdV).

{{*ExtraImg_57450_ArtImgRight_300x167_}}«E’ bastato un po’ di caldo, la tentazione delle ferie estive e qualche mugugno all’interno della maggioranza per far sì che Chiodi si ritrovasse da solo, senza i numeri necessari per approvare una legge finora propagandata, da lui e dalla sua Giunta, come rimedio e panacea per il rilancio dell’economia. Se ne riparlerà a fine settembre,forse. Perchè questa maggioranza, dopo aver annunciato a ogni pie’ sospinto decisioni ‘storiche’ per l’Abruzzo, si ferma sempre sul punto di prenderle e mai le realizza. E’ la storia degli ultimi mesi e così accade anche oggi: dopo aver annunciato urbi et orbi la prossima approvazione di una legge per il rilancio dell’economia, la maggioranza perde la bussola e finisce in mare aperto (quello delle ferie) rinunciando a perseguire il proprio scopo, evidentemente priva della giusta convinzione. Tutto come prima? No, perchè accadrà che i Comuni, senza una normativa chiara da parte della Regione, si ritroveranno nell’impasse di non saper decidere in che modo applicare il decreto sviluppo del Governo Monti. Ci saranno i Comuni meno virtuosi e quelli più, quelli che applicheranno a maglie larghe la norma nazionale e quelli che, invece, lo faranno al minimo; ma, soprattutto, potrà ingenerarsi un enorme contenzioso a scapito dei cittadini abruzzesi, che non sapranno come comportarsi e quali sono i loro diritti. Ancora una pessima figura, l’ennesima collezionata da una Giunta allo sbando, che ormai regge soltanto in virtù dei poteri commissariali attribuiti a Chiodi, che gli consentono di fare, poco, e soprattutto di parlare molto, sempre in assenza di un sano contraddittorio».

SEL, MAGGIORANZA INCAPACE DI DECIDERE – «La mancanza del numero legale di fronte a un provvedimento così importante quale quello sull’edilizia dimostra che ci troviamo di fronte a una maggioranza a pezzi, incapace di decidere, divisa al proprio interno». A sottolinearlo è il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico. «Dopo decine e decine di riunioni – aggiunge Caramanico – assistiamo al senso di irresponsabilità di consiglieri che con la loro assenza hanno chiaramente dimostrato di non essere d’accordo con il testo presentato dal centro destra. Eppure questo governo al suo insediamento ha potuto contare su due provvedimenti, la legge urbanistica e le norme sull’edilizia, già approntati, e sui quali aveva manifestato la propria condivisione, salvo poi decidere di abbandonarli perchè si sono voluti privilegiare gli interessi di piccole fazioni politiche a quelli generali dei cittadini abruzzesi. A noi – afferma Caramanico – non resta che ribadire la contrarietà a un testo di legge, come quello presentato da Sospiri e altri, che prevede deroghe inaccettabili alle norme nazionali. Il fatto poi che si sia trattato di un testo frutto non delle strutture regionali, ma di gruppi politici sancisce il suo percorso anomalo che oggi, con il venir meno della discussione in sede di consiglio, ha raggiunto la sua massima espressione. Purtroppo a pagarne le spese saranno ancora una volta i cittadini abruzzesi».

D’ALESSANDRO(PD) CHIEDE DIMISSIONI DI CHIODI – «La maggioranza non c’è più, ormai è letteralmente a pezzi, se ne vadano a casa e si vergognino dell’andazzo che continua da mesi. Il Presidente Chiodi si dimetta e ponga fine allo squallore istituzionale. L’Abruzzo ha bisogno di risolutori dei problemi, lui e la sua maggioranza, al contrario, sono diventati il problema che ha l’Abruzzo». A sostenerlo è il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, all’esito delle tre verifiche del numero legale. «Per questi signori – continua l’esponente del Pd – l’Abruzzo può aspettare. Nel precedente Consiglio regionale la tanto decantata legge sullo sviluppo è stata approvata solo grazie alla presenza dell’opposizione che ha garantito il numero legale, sostituendosi alla maggioranza, se non lo avessimo fatto il segnale dato al mando dell’economia sarebbe stato devastante, non è un caso isolato, la maggioranza non c’è più su tutte le partite fondamentali che riguardano l’Abruzzo». «Oggi – aggiunge D’Alessandro – si è consumato lo stesso identico copione. L’Abruzzo aveva bisogna di una legge che altri regioni hanno sull’edilizia, per aiutare la ripartenza economica di questo settore. Abbiamo lavorato per scrivere una buona legge, modificando profondamente quella proposta dalla maggioranza, che così come era scritta non era neanche discutibile, ma nonostante la disponibilità dell’opposizione, la maggioranza non è riuscita a garantire neanche 22 consiglieri su 28, neanche questo, ne erano appena 18 o 19». «Ora – conclude D’Alessandro – si pone un problema di agibilità istituzionale, la lunga agonia pre-elettorale è già iniziata ed è immorale, nel tempo della peggiore crisi economica ed occupazione che l’Abruzzo sta vivendo, andare avanti in queste condizioni. Chiodi, tra l’altro assente con quasi tutta la Giunta, vada a casa. E’ necessaria una mobilitazione democratica, delle forze sociali, produttive e politiche per liberare l’Abruzzo».

ARGIRO’(PDL) CRITICO – «La maggioranza di centrodestra deve ritrovare compattezza e senso delle istituzioni, non è possibile far saltare per mancanza del numero legale un Consiglio regionale convocato per discutere uno dei punti fondamentali del programma di legislatura come la legge sull’edilizia». Lo afferma il presidente della commissione Attività produttive, Nicola Argirò (Pdl).

{{*ExtraImg_57452_ArtImgLeft_300x200_}}«A fronte di consiglieri regionali, che vivono distanti dalla sede dell’Emiciclo, come il sottoscritto, che pur di essere puntuali in aula hanno preferito fermarsi all’Aquila e adempiere al proprio dovere conferito dagli elettori per rispetto di tutti gli abruzzesi – aggiunge Argirò – in molti, invece, hanno disertato la seduta o, come al solito, sono arrivati con ore di ritardo». «In particolare – sottolinea Argirò – sorprende l’assenza di larga parte della Giunta e la scarsa capacità del capogruppo del Pdl di assicurare la presenza dei componenti del gruppo di gran lunga maggioritario in Consiglio». «Con queste premesse – dice ancora l’esponente del Pdl – rischiamo, tra un anno e mezzo, di andare incontro a una dura bocciatura da parte dei cittadini, che mal tollerano tali comportamenti negligenti e inspiegabili». Infine Argirò, in qualità di presidente della commissione competente, approfitta per rispondere alle accuse di Rifondazione comunista circa la deroga per L’Aquila rispetto al prosieguo delle attività estrattive. «Nella seduta dell’organismo del 27 luglio scorso – spiega – alla quale era invitato il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, è intervenuto il vice, Roberto Riga, che nel corso dell’audizione ha depositato la delibera di Giunta municipale numero 121 del 2012 nella quale l’amministrazione dava assenso alla deroga e in cui si legge l’indirizzo di ‘consentire la prosecuzione delle attività estrattive nel Comune dell’Aquila’ nonché ‘alle richieste di coltivazione su altre superfici attigue alla attività estrattiva già in essere, considerate le ingenti esigenze produttive sorte a seguito del sisma del 6 aprile 2009’». «Poiché mi risulta che Rifondazione è al governo cittadino, sin dai tempi della delibera in questione – conclude Argirò – appare quantomeno singolare che oggi lo stesso partito si scagli contro una decisione che in precedenza aveva avallato».

LA REPLICA DI VENTURONI – «Non c’è nessun problema politico nelle assenze, puramente incidentali, di alcuni assessori e consiglieri della maggioranza, tanto che, pochi minuti dopo l’ennesima quanto strumentale richiesta di appello nominale avanzata dall’opposizione, il PdL e la maggioranza tutta erano al completo». A precisarlo è Lanfranco Venturoni, presidente del gruppo PdL in Consiglio Regionale.

«Con la miopia di chi non riesce a guardare oltre il proprio presunto tornaconto – aggiunge Venturoni – la minoranza, ritardando l’approvazione di una legge fondamentale come quella dell’edilizia, ha provocato un danno al settore, ai cittadini, alla regione nel suo complesso e in particolare ai Comuni. Quello che fanno finta di non sapere e che si guardano bene dal dire, infatti – spiega Venturoni – è che in assenza di normativa regionale, varrà quella nazionale che concede premi di cubatura senza costi. Con il nostro progetto di legge, invece, ai Comuni sarebbero arrivati fondi utili per realizzare parcheggi e aree verdi attraverso oneri di concessione preziosi per le comunità locali. Con il pretestuoso ostruzionismo di ieri sera e l’imboscata di stamattina – conclude il presidente del gruppo PdL – l’opposizione, più che screditare una maggioranza impegnata a lavorare per l’Abruzzo, si è dimostrata ancora una volta del tutto inadeguata a farsi classe di governo, priva com’è del minimo senso istituzionale».

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Fogli di presenza dei consiglieri.

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