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Sport

Pellegrini, l’invidia e la frustazione

A differenza della carta stampata, il bello di Internet è che fissa in tempo reale il momento in cui scrivi e ti leggono. Così, 5 ore prima della finale olimpica dei 200 stile libero, mettiamo nero su bianco che, comunque vada, stasera per Federica Pellegrini sarà un successo. Alla faccia dei frustrati e degli invidiosi, moltiplicatisi in quantità industriale in Rete – e non soltanto in Rete – dopo il quinto posto nella finale dei 400. Frustrati e invidiosi che non potrebbero manco pulire la piscina dove si allena la campionessa: frustrati e invidiosi incapaci di apprezzare il sacrificio, la grinta, la forza di una ragazza che il 5 agosto compie 24 anni e merita soltanto applausi.

Invece, un irrefrenabile quanto insopportabile moto di giubilo si era scatenato nelle viscere del web per la mancata vittoria della fuoriclasse veneta. Un autentica cloaca massima di insulti, improperi, contumelie. Come se il precedente di Pechino non avesse insegnato nulla. Come se Federica non avesse vinto nulla. Come se tutto ciò che ha fatto e ne ha fatto una delle più grandi atlete nella storia dello sport italiano, non ci fosse mai stato.

«Devo arrivare prima anche a costo di staccarmi le braccia», ha avvertito Federica dopo il quarto tempo che le ha consentito di rialzare la testa nei 200, specialità nella quale è imbattuta da 5 anni. Durante i quali ha conquistato 2 medaglie olimpiche (oro nei 200 a Pechino, argento nei 200 ad Atene); 6 medaglie ai mondiali (in vasca lunga, oro nei 200 e nei 400 stile libero nel 2009; oro nei 200 e 400 stile libero nel 2011, argento nei 200 stile libero nel 2005 e bronzo nei 200 stile libero nel 20o7) e ha stabilito 2 record mondiali che tuttora detiene: 200 e 400 stile libero. Ecco perchè gli invidiosi dovrebbero affogarsi.

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