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L’Aquila: case distrutte, in molti non ci tornano

Sono 167 fino ad ora le richieste di riacquisto delle abitazioni danneggiate dal sisma sia nel comune dell’Aquila sia fuori dallo stesso. Il dato è stato fornito dal Dipartimento della ricostruzione e ripianificazione. Per 80 delle 167 pratiche sono stati già rilasciati i contributi definitivi dal comune dell’Aquila. Questi proprietari sulla base di un esito E con ordinanza di demolizione hanno deciso, insomma, di utilizzare il contributo per acquistare una casa in un altro sito rinunciando a ricostruirla sullo stesso. La possibilità da una recente ordinanza è stata concessa anche ai proprietari che hanno optato per il ricorso alla sostituzione edilizia sulla base del limite economico di convenienza (abitazione principale).

Per questa ragione gli uffici si aspettano un boom di richieste anche in virtù del numero crescente di visite di numerosi cittadini che agli sportelli chiedevano informazioni in tal senso come confermato dal funzionario Gianfranco Scirri. L’istituto pone però anche un problema di natura diversa. Il comune dell’Aquila diventerà il proprietario degli immobili o dei siti degli immobili non ricostruite. C’è da chiedersi quale potrà essere la destinazione di questo nuovo patrimonio immobiliare. Una idea potrebbe essere quella di rimettere tutto sul mercato. Anche questi provvedimenti sembrano purtroppo però andare nella direzione di un progressivo spopolamento del centro storico, dove anche alla luce della legge Barca la maggior parte del patrimonio edilizio potrebbe passare dalle mani dei privati a quelle del pubblico.

Intanto dall’ultimo report c’è ancora un gap di circa 5 mila pratiche che il comune dell’Aquila deve colmare in relazione all’esame della pratiche E. Al 6 luglio il totale dei progetti E presentati era di 9.398 pratiche a fronte di soli 4.005 contributi definitivi. Il gap deriverebbe dal fatto che al Comune non arriverebbero contestualmente i progetti delle parti private e delle parti comuni dei singoli condomini che devono essere necessariamente ricomposti per arrivare al buono definitivo. Sempre molto elevate inoltre le richieste di integrazione: Fintenca ne ha chieste 389, Reluiss 389 e Cineas 1.488.

A.Cal.

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