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Protesta avvocati contro taglio tribunali: 60 veicoli in coda

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Un lungo corteo di auto per la protesta degli avvocati di Sulmona e Avezzano, arrivati nel capoluogo di regione per manifestare il loro dissenso rispetto all’ipotesi di chiusura dei tribunali minori contenuta nel decreto del governo Monti sulla spending review. Secondo stime ufficiali erano 60 i veicoli in fila e circa 160 le persone, tra legali e addetti ai lavori, giunte all’Aquila. Armati di fischietti e striscioni, gli avvocati si sono ritrovati davanti la sede del tribunale dell’Aquila, a Bazzano, dopo essere partiti quasi in contemporanea dalle rispettive città.

«Vogliamo dimostrare l’assurdità di questo provvedimento. Quello dell’Aquila non può farcela a ospitare altri uffici giudiziari, visto che si trova già in una situazione di forte difficoltà», ha detto il presidente dell’ordine degli avvocati di Sulmona, Gabriele Tedeschi. «Quello di Avezzano è il terzo tribunale d’Abruzzo per produttività e mole di lavoro – ha commentato il consigliere del’ordine degli avvocati di Avezzano Pierluigi Oddi – la sua soppressione porterebbe alla morte della Marsica perché significherebbe togliere un presidio di legalità importante».

Sono 680 gli avvocati del foro di Avezzano (più 250 praticanti) e un centinaio le persone che lavorano al palazzo di giustizia marsicano, mentre i numeri di Sulmona sono più ridotti: 300 avvocati e 70 persone impiegate al tribunale. La protesta si è poi spostata davanti la nuova sede della Corte d’Appello, in viale 25 aprile, per poi rientrare. Ma gli avvocati annunciano di andare avanti con altre manifestazioni contro le soppressioni. All’iniziativa erano presenti il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, e il suo vice, Antonella Di Nino.

GIUSEPPE DI PANGRAZIO (PD), RICORDA PARERE CSM – Il consigliere regionale, accompagnato dal vicesindaco di Avezzano Boccia e dal Presidente del consiglio Domenico Di Berardino, ha inoltre citato il parere pronunciato dal CSM in merito alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie che all’articolo 10 (Entrata in vigore e data di efficacia) esprime quanto di seguito riportato: “Comprensibile e condivisibile, in ragione delle particolari e gravissime vicissitudini conseguenti agli eventi tellurici del 6 aprile 2009 (che hanno toccato direttamente anche l’edilizia giudiziaria dell’area), è il disposto dell’ art. 1 comma 5 bis della legge n. 148/2011, introdotto dall’art. 1 comma 3 della legge n. 14/2012, con riferimento agli uffici giudiziari di L’Aquila e Chieti”. Da un’attenta analisi il CSM sembrerebbe rafforzare quanto già sancito dal comma 5 bis dell’articolo 1 della legge 148 del 2011 in cui si parla di differimento dell’esercizio della delega ad adottare uno o più decreti legislativi per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari. Di Pangrazio auspica che ora le commissioni parlamentari, in sede d’esame dello Schema di decreto legislativo recante «Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, in attuazione dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n.148», sostengano il dettato del citato comma 5 bis. Il consigliere ribadisce comunque che tornerà ad incontrare i capigruppo del Pd alla camera e Senato, l’onorevole Marini e gli onorevoli abruzzesi affinchè procedano nel loro impegno a far si che trovi applicazione, per le circoscrizioni di L’Aquila e Chieti, il differimento di tre anni dell’esercizio della delega alla riorganizzazione degli uffici giudiziari.

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