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Olimpiadi, scandalo Cio

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Ognuno ha la sua croce. Il calcio ha Blatter, il Comitato Olimpico Internazionale ha Rogge. L’uno e l’altro, inarrivabili campioni di ipocrisia: deve essere la massima qualità richiesta per ricoprire l’incarico di presidente della Fifa o del Cio.

A Londra scattano i Giochi della trentesima Olimpiade e il timoroso Rogge nega il minuto di silenzio, da rispettare stasera, durante la cerimonia d’apertura. L’hanno chiesto, con dignità pari all’amarezza per non averlo ottenuto, i familiari degli atleti israeliani massacrati il 5 e il 6 settembre ’72, ai Giochi di Monaco, dai terroristi palestinesi di Settembre Nero.

Il 5 settembre, un commando fece irruzione nel settore con la Stella di David trucidando due atleti, con tanti saluti alla teutonica efficienza dei sistemi di sicurezza, messi sotto accusa per l’orrenda carneficina del giorno dopo. Furono undici gli atleti israeliani trucidati: David Berger, Zeev Friedman, Yossef Gutfreund, Eliezer Halfin, Yossef Romano, Amitzur Shapira, Kehat Shorr, Mark Slavin, André Spitzer, Yakov Springer, Moshe Weinberg. Insieme con loro, morirono un poliziotto (Anton Fliegerbauer) e cinque fedayn (Luttif Afif, Yusuf Nazzal, Afif Ahmad Hamid, Khalid Jawad, Ahmad Shiq Taha).

Con la sensibilità che contraddistingue il Cio, i Giochi di Monaco vennero sospesi per un solo giorno: lo show doveva continuare, i morti dovevano essere dimenticati più in fretta possibile.

Quarant’anni dopo, Ankie Spitzer, vedova di André, ha raccontato che il presidente del CIO, Jacques Rogge, avrebbe giustificato la propria decisione con la necessità di evitare il boicottaggio dei Paesi arabi e musulmani. A parte il fatto che, sul minuto di silenzio, erano d’accordo persino gli iraniani, il cui regime, un giorno sì e l’altro pure, predica la distruzione dello Stato ebraico, Rogge è stato aspramente redarguito anche dalla donna più potente della terra, Hillary Clinton, segretario di Stato americano. La signora, anche a nome di Obama, gli ha chiesto “di fare molto di più” per la commemorazione, ritenendo insufficiente il simbolico ricordo della strage di Monaco, registrato durante l’inaugurazione del villaggio olimpico londinese.

In nome del politicamente corretto, il Cio non ha avuto il coraggio di inchinarsi alle vittime del massacro del ’72. D’altra parte, ammoniva Manzoni, il coraggio, se uno non ce l’ha non se lo può dare. Onore a Petrucci e a Pagnozzi: gli azzurri commemoreranno gli atleti isreliani con una cerimonia organizzata dal Coni al villaggio olimpico. Mentre a Londra è già stato denunciato il primo caso di smarrimento: Rogge e sodali hanno perso la faccia.

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