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Orsi confidenti, Gemma colpisce ancora

«Nella nottata tra il 23 e 24 maggio tutta l’Alta Valle del Sagittario è stata colpita dalle ennesime incursioni nelle aziende agricole da parte dell’orsa Gemma e dei suoi cuccioli a Scanno e di un giovane esemplare a Villalago. A farne le spese, ortaggi, alberi da frutto, polli, galline e relative infrastrutture di ricovero». A renderlo noto è Confagricoltura L’Aquila, secondo cui «ora la questione non è tanto sul risarcimento, sul quale comunque si dovrebbe aprire una seria trattativa sulle modalità di ristoro del danno, ma nell’efficacia delle azioni che gli organi preposti non riescono a mettere in campo per la risoluzione, non più rinviabile, del problema serio degli orsi confidenti, che oltre a creare danno economico alimentano un allarme sociale con evidenti segni di insofferenza da parte delle popolazioni locali».

«Non siamo più di fronte a tentativi di predazione naturale – aggiunge Confagricoltura – ma viviamo con l’orso il segno evidente di errori gestionali del passato che lo hanno indotto a comportamenti urbani con tutti i risvolti del caso per i valligiani e per i turisti che in questo periodo frequentano la valle».

«A questo punto chiediamo con forza che le frontiere fra domestico e selvatico vengano ripristinate – sottolinea Confagricoltura – E poniamo alcune domande alle istituzioni: Fino a quando prevarrà il veto che non consente ai rappresentanti del mondo agricolo l’ingresso ai tavoli tecnici nel Piano di Azione per la Tutela dell’Orso?; Come mai il mondo ambientalista e contorni vari, il mondo della ricerca scientifica e le istituzioni interessate nell’attuazione dei programmi Life dell’unione europea, non evidenziano con la dovuta franchezza i comportamenti deviati di alcuni esemplari di orso e non attivano i necessari correttivi?;Perché non vengono promossi interventi di un certo rilievo per favorire coltivazioni in quota come dotazione alimentare per l’orso, e invece si alimentano con gli incentivi pubblici azioni immateriali di difficile tracciabilità e di discutibile effetto per la tutela della fauna?; In che misura potrà sarà garantito il reale coinvolgimento dei naturali del luogo, non solo spettatori ma reali portatori di una cultura di sostenibilità ambientale in grado di bloccare la deriva ambientalista caratterizzata da una cultura urbano centrica mai disposta a fare autocritica e riconoscere gli errori?»

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