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La Juve ha deciso: avanti tutta con Conte

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L’una dopo l’altra trascorrono le ore che separano Antonio Conte dalla decisione della Procura Federale, prevista per domani, o al più tardi, dopodomani, in relazione all’inchiesta sul calcioscommesse relativa alla stagione 2010-2011, quando il tecnico allenava il Siena.

Confortato dai 23 tesserati che smentiscono recisamente le accuse lanciate da Stefano Carobbio, il 13 luglio scorso Conte ha raccontato la sua versione dei fatti a Stefano Palazzi. Dalla cui decisione dipende l’immediato futuro dell’allenatore campione d’Italia, atteso l’11 agosto a Pechino dal primo impegno ufficiale: la finale di Supercoppa di Lega con il Napoli.

O prosciolto o deferito: ecco che cosa può succedere a Conte, ricordando che il deferimento non significa affatto un pronunciamento di colpevolezza, ma, in pratica, il rinvio a giudizio davanti alla Disciplinare, chiamata ad accertare la veridicità delle accuse mosse dal pentito.

Qualora venisse prosciolto, Conte otterrebbe una vittoria piena e assoluta, tale da sconfessare Carobbio e da restituire all’allenatore campione d’Italia tutta la serenità cui ha diritto. Dopo essere stato tirato pesantemente in ballo il 29 febbraio ed essere stato costretto, per 4 mesi e 13 giorni, ad attendere il momento in cui contrattaccare al fortissimo attacco mediatico cui è stato sottoposto nel Paese in cui un avviso di garanzia spesso ha il significato di una sentenza di condanna. Quando non è assolutamente così.

Nella seconda ipotesi, invece, si andrebbe a processo e gli scenari prefigurabili sarebbero diversi.

Scenario n.1: Palazzi chiede di non procedere sulla partita Novara-Siena, accogliendo in toto le istanze dei legali di Conte i quali hanno evidenziato le diverse versioni rese da Carobbio durante gli interrogatori cui è stato sottoposto e hanno motivato le sue accuse con i pessimi rapporti intercorrenti fra la moglie del pentito e la moglie di Conte. Conte, però, viene deferito per omessa denuncia in relazione alla gara Albinoleffe-Siena.

Elementi a sfavore di Conte: le parole di Carobbio; le dichiarazioni di alcuni giocatori seriani che hanno confermato la deposizione del medesimo Carobbio; la possibile convinzione dell’accusa che Conte non potesse non sapere.

Elementi a favore di Conte: il suo vice, Stellini, all’insaputa dello stesso Conte, avrebbe contattato i giocatori avversari per evitare che la partita si giocasse in un clima d risentimento, dopo la rissa dell’andata. Stellini ha anche seccamente negato ogni ipotesi di combine. In casondi condanna per omessa denuncia, Conte rischierebbe una squalidica di 3-4 mesi.

Scenario n.2: il Procuratore Federale deferisce Conte ipotizzando l’illecito sportivo per Novara-Siena, dando pieno credito alle accuse di Carobbio e ipotizzando l’omessa denuncia per Albinoleffe-Siena. In caso di condanna, la squalifica partirebbe da un minimo di 3 anni per l’illecito, cui aggiungere i 3-4 mesi per l’omessa denuncia.

La Juve, intanto, non deflette dalla linea innocentista adottata immediatamente dopo le accuse lanciate da carobbio. Avanti tutta con Conte, anche se venisse deferito. E’ giusto così: la società, come la squadra e i tifosi, crede alla totale estraneità dell’uomo che ha riportato lo scudetto a Torino. Una scelta di coerenza che fa onore al club degli Agnelli. Ora, la palla è nella metà campo di Palazzi.

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