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Wwf: ‘Tar boccia discarica Valle dei Fiori’

«Con sentenza depositata in data odierna, il Tar Abruzzo L’Aquila ha annullato l’A.I.A. (4 febbraio 2010) con la quale la Regione Abruzzo aveva autorizzato il progetto della ditta Aciam S.p.A. per la realizzazione di una discarica in località “Valle dei Fiori” nel Comune di Gioia dei Marsi, in un sito limitrofo al territorio di Pescina». A comunicarlo, attraverso una nota, è il Wwf Abruzzo.

«Già nel settembre 2009 – prosegue la nota – il Wwf Abruzzo aveva esternato le proprie perplessità in ordine alla localizzazione dell’intervento (posto sul più importante acquifero dell’altopiano del Fucino, contraddistinto da matrici ambientali fragilissime), sottolineando una serie di incongruenze legate anche al mancato utilizzo, prima di qualsiasi scelta, degli strumenti tecnici utili ad identificare sul territorio le zone potenzialmente idonee alla localizzazione di una discarica. Ciò nonostante Il 4 febbraio 2010 la Regione Abruzzo rilasciava l’Autorizzazione Integrata Ambientale n. 1/2010. Nel giugno 2010 il WWF ITALIA (unitamente al foglio “Il Martello del Fucino) proponeva ricorso avverso l’Autorizzazione. Tra i motivi di ricorso le evidenti carenze del “piano di sorveglianza e controllo”, nel quale addirittura si prevede il monitoraggio dell’eventuale passaggio di percolato nella falda attraverso l’ispezione di pozzi già esistenti ad uso idropotabile. Come a dire che si scoprirebbe il guaio a danno già fatto secondo la classica “logica” del chiudere la stalla dopo la fuga dei buoi».

«Il Tar Abruzzo – conclude la nota del Wwf – ha discusso la causa, per la quale c’è stata la proposizione di ben quattro motivi aggiunti, il 13 giugno scorso e oggi è arrivata la sentenza».

«Con questa sentenza – ha sottolineato l’avvocato Herbert Simone, vicepresidente regionale del WWF, che ha curato il ricorso – è stata fatta finalmente un po’ di chiarezza in una vicenda che va avanti ormai da anni. Il giudice del tribunale amministrativo ha stabilito l’‎“illegittimità ab intrinseco ed ab origine” stigmatizzando duramente l’operato di alcune delle amministrazioni coinvolte arrivando a scrivere di un “diffuso quadro confusionale che ha purtroppo caratterizzato l’intero corso dell’istruttoria, anche post provvedimentale”».

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