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Tessera del tifoso ‘unica barriera’

«I vertici della Lega pro, del Coni e dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, coloro che hanno rovinato il calcio e il movimento ultras, nella giornata odierna, 23 Luglio 2012 sono venuti a L’Aquila per promuovere l’iniziativa “stadio senza barriere” con l’intento di far tornare le famiglie sugli spalti, ma allo stesso tempo sono le stesse persone che con i loro divieti,restrizioni,leggi e provvedimenti assurdi,continuano a vietare le trasferte a dei liberi cittadini solo perché privi della tessera del tifoso». Lo dichiara gli esponenti del gruppo ultrà rossoblù Red Blue Eagles L’Aquila 1978, attraverso una nota.

«Noi -proseguono – intendiamo sottolineare questo assurdo paradosso e perciò vogliamo ripercorrere,per chi non lo sapesse,cosa è la tessera del tifoso. La tessera del tifoso, nata nel 2010 come carta prepagata ricaricabile, rilasciata dalle banche o dal circuito Lottomatica e contenente nome, cognome dati e foto del titolare,è solo uno strumento commerciale e di identificazione, più che di fidelizzazione, con cui l’osservatorio delle manifestazioni sportive si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.

Nel Dicembre 2011 è stata dichiarata ILLEGGITTIMA da una sentenza del Consiglio di Stato, in merito “ all’abbinamento inscindibile ( e quindi non declinabile dall’utente ) tra il rilascio della tessera del tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata che potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del codice del consumo”».

«Senza tessera, ancora oggi non è possibile andare in trasferta e nulla è cambiato: è ancora in vigore l’articolo 9 della Legge Amato(41/2007), secondo il quale sono esclusi dal programma tessera del tifoso i condannati per reati da stadio (anche con sentenza non definitiva) fino ai 5 anni successivi dallo sconto della pena, e coloro che sono sottoposti a Daspo (divieto di assistere alle manifestazioni sportive).

Prima di essere Ultras noi siamo liberi cittadini e non possiamo assolutamente accettare queste assurde condizioni e inammissibili compromessi . E’per questo, che troviamo ridicolo sentir parlare queste persone di stadi senza barriere e di voler riavvicinare gente allo stadio, quando il vero ostacolo e la vera barriera perché ciò avvenga sono proprio loro»

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