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L’Aquila: meravigliarsi con “le Meraviglie d’Abruzzo”

Il Festival internazionale di musica “Pietre che cantano” in coproduzione con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese per i Cantieri dell’Immaginario, ci regala uno spettacolo entusiasmante, un evento straordinario che punta a far emozionare l’anima, Le Meraviglie d’Abruzzo. Da dove nasce questo progetto culturale?

“Raccontare un Abruzzo magico e nascosto è stato sin dall’inizio il programma del Festival Internazionale di Musica Pietre che cantano, che ha fatto riscoprire ad un vasto pubblico le gemme preziose dell’Arte abruzzese con i suoi concerti ambientati nei più bei luoghi d’arte dei borghi storici aquilani e dell’Aquila”. Si cerca di riaccendere lo spirito abruzzese, insomma, si tenta di riallacciare, attraverso letture sulla terra d’Abruzzo, il cuore dei nostri conterranei al filo rosso della letteratura.

Il 20 luglio, alle ore 21,30 nel Ridotto del Teatro, Fabrizio Gifuni, uno degli attori più affermati nel panorama italiano teatrale e cinematografico e rivelazione europea al Festival berlinese del 2002, leggerà Carlo Emilio Gadda, massimo autore del nostro novecento letterario.

Lo spirito della serata prende spunto da due testi che Gadda scrisse fra il 1935 e il 1936 sul paesaggio abruzzese, come inviato speciale della Gazzetta del Popolo, toccando con la sua penna fine la conca del Fucino, l’Altopiano delle Rocche, il Gran Sasso, Teramo e la stessa città dell’Aquila. Quattro dei sette articoli che scrisse, furono inseriti nel volume “Le Meraviglie d’Italia”, pubblicato nel 1939 dall’editore Parenti, e poi nuovamente nel 1964 dalla casa editrice Einaudi. la lettura di Gifuni si concentrerà maggiormente sui capitoli “Genti e terre d’Abruzzo”, dove Gadda percorre idealmente il tragitto antico Fucino – L’Aquila, e “Le tre rose di Collemaggio”, pagina carica di lirismo sulle bellezze umane ed artistiche della città stessa.

Straordinaria, di tono quasi epico la descrizione del mercato di frutta e verdura di Piazza Duomo, come solo l’autore di La cognizione del dolore sa fare; un viaggio fra le parole sacre e profane di questo meraviglioso scrittore, che ha deciso di onorare la Terra d’Abruzzi con la sua fascinosa calligrafia.

Sottofondo della serata sarà un libero commento musicale, affidato ad un vero e proprio poeta della fisarmonica, Cesare Chiacchiaretta, l’interprete perfetto, con il dono dell’improvvisazione, di un mondo lontano, dorato e perduto, ma in fondo ancora vivo nell’immaginario collettivo. Chiacchiaretta, vincitore di importantissimi concorsi internazionali, primo premio a Castelfidardo nel 1993, fisarmonicista e bandoneonista, questa volta ha voluto rendere omaggio ad una terra meravigliosa, colma di bellezze artistiche e paesaggistiche, nonché di gente di cuore e d’anima pura, come la gente d’Abruzzo.

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