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Crisi industriale: Regione valuta interventi

Il Consiglio regionale straordinario, convocato oggi per discutere della crisi industriale in Abruzzo, ha approvato un documento che impegna il presidente Gianni Chiodi e la giunta regionale a «verificare, in presenza di progettualità concreta e condivisa con il territorio, le possibilità di un efficace utilizzo delle risorse Fas per le aree industriali e di crisi».

Nel testo si chiede di destinare una quota dei Fas allo sviluppo di un sistema di portualità integrata Vasto-Ortona e di predisporre un collegamento ferroviario tra le aree industriali del versante abruzzese e il Tirreno.

Tra gli altri punti ci sono l’abbattimento del digital divide nelle aree industriali; la riduzione del carico fiscale a seguito del pareggio di bilancio della sanità; la definizione delle risorse disponibili per cofinanziare i contratti di sviluppo nazionale e locali; il rafforzamento, così come definito nel Patto per lo Sviluppo, delle azioni e delle funzioni dell’unità per le aree e le situazioni di crisi, come organismo interlocutore con il Ministero per lo Sviluppo Economico; l’attivazione, così come definito nel Patto per lo Sviluppo, di un “Focus Grandi Imprese”, un sistema di monitoraggio e contatto continuo per anticipare le esigenze, criticità e necessità delle aziende; predisposizione, di concerto con il Patto per lo Sviluppo, di un pacchetto regionale per il sostegno al territorio e all’occupazione.

Il documento è stato presentato e votato dalla maggioranza.

DI PANGRAZIO: NO A INTERVENTI MIOPI – «E’ il momento che il governo regionale si decida ad elaborare un progetto complessivo da impiegare in maniera netta per cambattere la crisi economica e occupazionale che sta soffocando la nostra Regione». A sottolinerlo, attraverso una nota, è il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, che avverte: «intervenire in maniera miope cercando di arginare le difficoltà caso per caso è una strategia che non può portare a risultati positivi nel lungo periodo».

«I dati di Unioncamere sono eloquenti – argomenta Di Pangrazio – l’Abruzzo, insieme a Molise e Basilicata, è tra le regioni in cui si registrano gli effetti peggiori in termini di crisi, con un -1,8% di Pil per l’anno 2012. Ad esso vanno aggiunti, in riferimento al primo trimestre 2012 dati preoccupanti sul fronte della produzione (-4,8%), del fatturato (-3,4%) e dell’occupazione (-3,1%). E’ bene che questi dati siano chiari, per evitare che da qui a pochi giorni i cittadini abruzzesi si trovino nuovamente di fronte a dichiarazioni in cui viene affermato il contrario di ciò che emerge dai rapporti di istituti accreditati.

Il nostro compito deve essere dunque quello di guardare alla ripresa da una prospettiva quanto più ampia e sistemica possibile, mettendo in campo anche una rimodulazione delle risorse finanziarie del fondo Fas.

«Questo è quanto auspicato ad esempio dalla Valle Peligna – aggiunge Di Pangrazio – dove tramite un tavolo tecnico, concertato con il sindacato, comuni, parco velino-sirente, comunità montana, si è chiesto che i 17 milioni siano impiegati per alimentare iniziative nell’ambito turistico, anche religioso, energetico e industriale: come il campus d’animazione digitale o il polo farmaceutico. Insomma un sistema di sviluppo compatibile con il territorio.

Al tempo stesso nella Marsica, dove in questi giorni si sta vivendo l’ennessima battaglia per salvaguardare il lavoro e l’attività di un’azienda importante come la Burgo, con più di 800 lavoratori diretti e indiretti, occorre valutare l’apertura del centro smistamento merci che rappresenterebbe un importante tassello in grado di valorizzare e fornire linfa vitale all’intero sistema economico e industriale del territorio marsicano».

CARAMANICO: SOLO DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE –

«Le proposte alle soluzioni sulla crisi industriale nella nostra regione presentate dal centrodestra dimostrano ancora una volta che siamo di fronte a una maggioranza che risponde alle urgenze e improcrastinabili necessità di un territorio in difficoltà con discorsi aleatori e privi di fondamento». Lo ha detto il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico. «Solo dichiarazioni programmatiche che non hanno alcun altro scopo che quello di prendere tempo perché non si hanno soluzioni a portata di mano ai nodi centrali delle nostre problematiche economiche e finanziarie. Vorremmo sapere le soluzioni alla questione del porto di Ortona, ai problemi del trasporto pubblico locale,alla delocalizzazione delle grandi aziende. Invece abbiamo solo dichiarazioni di programma. Si deve prendere atto della straordinarietà della situazione che la nostra regione attraversa attuando un pacchetto di misure tali da risollevare le sorti della nostra economia, cominciando dal reale utilizzo dei fondi FAS, secondo una programmazione che deve tenere conto del fattore tempo con misure tempestive e risolutive. Penso poi a un pacchetto di azioni che comprenda, ad esempio, la riduzione dei costi energetici per le grandi industrie, lo snellimento dell’apparato burocratico, l’impiego dei 50 milioni di euro bloccati nel piano triennale dell’ambiente, la realizzazione della banda larga, ferma da più di due anni. Il tempo delle parole è finito, bisogna passare ai fatti e se il centro destra non ne ha la capacità, passi la mano».

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