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Province: ‘No alla proposta di Pastore’

Il comitato territoriale ‘Provincia dei Marsi’ esprime la propria contrarietà alla proposta avanzata nei giorni scorsi dal senatore Andrea Pastore, in merito alla revisione delle circoscrizioni provinciali della regione Abruzzo da effettuarsi in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 17 “[i]Soppressione e razionalizzazione delle province e loro funzioni[/i]” del Decreto Legge “[i]Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, ad invarianza dei servizi ai cittadini[/i]”, varato dal Consiglio dei Ministri n° 38 dello scorso 6 luglio.

«La proposta di riforma (basata sulla creazione di una nuova macro-provincia, denominata “Appenninico-Adriatica”, ricomprendente le attuali di Teramo, Pescara e Chieti, lasciando inalterata quella dell’Aquila) è ritenuta inaccettabile per le finalità perseguite – spiega il presidente del comitato in una nota – preservare lo status quo, sottrarsi all’inderogabile processo di razionalizzazione e riduzione di costi dell’apparato amministrativo pubblico dello Stato a livello locale, acuire la marginalità delle aree interne, precludere ogni possibile forma di riequilibrio territoriale a livello regionale».

«Una proposta frutto del più becero e riprovevole neo-campanilismo – prosegue la nota – che, oltre ad essere formulata senza alcun preliminare confronto con i rappresentanti politici ed istituzionali delle altre aree regionali (pur prefigurando la riforma dell’architettura istituzionale ed amministrativa dell’intera regione Abruzzo), è sostenuta da “numeri” che disegnano una riorganizzazione fortemente squilibrata da un punto di vista sociale, economico, produttivo ed infrastrutturale, con una iniqua ripartizione delle risorse e della rete di servizi e strutture pubbliche: delle due province, una (la “Appenninico-Adriatica”) conterebbe oltre 1 milione di abitanti, mentre l’altra appena 300.000; il numero dei Comuni ricompresi nella nuova Provincia “Appeninico-Adriatica” sarebbe praticamente il doppio di quella della Provincia dell’Aquila; il PIL (Prodotto Interno Lordo) a livello regionale sarebbe praticamente concentrato nella sola nuova Provincia “Appeninico-Adriatica”, risultando superiore al 75% del totale; il numero delle imprese attive della nuova Provincia “Appeninico-Adriatica” sarebbero l’80% del totale, come anche il numero di agenzie bancarie presenti sul territorio; in termini di dotazione infrastrutturale (incluso il numero e le dimensioni delle strutture sanitarie), il divario tra le due circoscrizioni provinciali non è nemmeno quantificabile in termini numerici o a livello economico-finanziario».

«Da tale sintetico quadro – prosegue il presidente comitato territoriale ‘Provincia dei Marsi’ – è evidente che la proposta del senatore Pastore è volta unicamente a tutelare gli interessi di una sola parte del territorio regionale a scapito delle aree interne e della competitività complessiva dell’intero sistema Abruzzo.

Pur tuttavia, se anche i rappresentanti delle province di Teramo e Chieti dovessero convergere verso tale proposta, questa scelta non potrebbe che essere accettata e rispettata; l’unica cosa che rimarrebbe inaccettabile è l’imposizione di “congelare” l’attuale assetto amministrativo ed istituzionale della provincia dell’Aquila, la cui struttura interna, già oggi molto debole ed inadeguata a tutelare gli interessi del suo intero territorio, non sarebbe certamente in grado di supportare i futuri scenari socio-economici o ad innescare qualunque dinamica di sviluppo e di crescita.

Considerati i tempi stretti in cui il Consiglio della Autonomie Locali della Regione Abruzzo dovrà dare attuazione al Decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri del 6 luglio, entro questa stessa settimana, il Comitato Territoriale Provincia dei Marsi sottoporrà all’attenzione di tutti i rappresentanti istituzionali della Marsica, a partire dal Sindaco di Avezzano, per successivo coinvolgimento dei competenti enti regionali e governativi, una proposta di riassetto interno regionale fondata su precisi criteri di razionalizzazione, semplificazione e riduzione dei costi dell’apparato amministrativo pubblico dello Stato a livello locale, che tuteli e promuova gli interessi della Marsica e dei Marsicani».

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