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Milan, dai trionfi euromondiali a Ibra che offre assegni. Ma Berlusconi dov’è?

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Il retroscena è tanto gustoso quanto particolarmente irritante. Per Via Turati e per i tifosi del Milan. L’ha raccontato stamane sul Corriere della Sera, uno dei migliori segugi di cose rossonere: Alberto Costa.

“Se volete, vi faccio un assegno”.  L’espressione sarcastica, racconta Costa, ha contrassegnato il culmine di una delle roventi telefonate intercorse fra lo svedese e la società, cioè presumibilmente Adriano Galliani il quale è immaginabile stia vivendo le ore peggiori della sua lunga e onorata carriera al servizio della squadra del cuore.

Testualmente, Zlatan ha sbottato: “Ma il Milan ha davvero non ha più soldi? Siete messi proprio male… Vi serve un assegno?”.

Tre considerazioni spontanee. 1) La classe non è acqua e tanta lo svedese ne ha quando gioca quanta non ne dimostra quando cambia squadra.

Qualunque sia il datore di lavoro, finisce sempre a torte in faccia: Juve piantata nell’annus horribilis 2006 della retrocessione a tavolino in B; Inter mollata a pesci in faccia; idem a Barcellona con Guardiola e adesso il congedo da Milano con una frase che Ibrahimovic si poteva tranquillamente risparmiare. Anche perchè, se l’attaccante può permettersi di fare lo spiritoso, fingendo di mettere mano al libretto degli assegni è perchè il Milan l’ ha sempre regolarmente e profumatamente pagato, coprendolo con una montagna di milioni di euro.

2) Semmai, giunti a questo punto, bisogna chiedersi come mai il Milan, cioè Berlusconi, abbia  sin qui garantito a Ibra un trattamento da nababbo, cioè 1 milione di euro netti al mese, sapendo di avere in casa un fuoriclasse che sta al Giocatore Bandiera come il Cavaliere ai milanisti che diceva mai avrebbe ceduto (Shevchenko, Kakà, Thiago Silva, Ibrahimovic).  

3) Adesso che tutto si è compiuto, le domande del giorno però sono altre: ma Berlusconi dov’è? Che cosa fa? Come reagisce al veleno di Ibrahimovic e all’ira dei suoi sostenitori? Possibile che l’uomo capace di salvare il Milan 26 anni fa non si renda conto che, se perde i tifosi, perde tutto?

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com 

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