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Nomina Ctgs: Cialente vs Di Cesare

Tra il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il consigliere comunale Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) in queste ore si sta consumando un duello virtuale e reale, il cui oggetto del contendere è la nomina di un componente del Cda del Centro turistico del Gran Sasso. Questa volta però non si tratta di una trattativa politica per ottenere una poltrona in una municipalizzata, ma di una questione di metodo e trasparenza.

Solo ieri Di Cesare aveva obiettato che «Sulle nomine al Centro turistico del Gran Sasso il sindaco ne combina un’altra delle sue, con le solite modalità per nulla trasparenti e questa volta anche fuori dalle regole. L’11 luglio – si leggeva in una nota – il sindaco pubblica un avviso per la nomina di un componente del Cda, dell’intero collegio sindacale e del revisore unico. Parliamo di retribuzioni complessive annue di 94.052,70 euro. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata per il 18 luglio, appena sette giorni dopo».

Cialente dopo ampia anticipazioni sui social network del suo sdegno oggi invia una nota ufficiale e risponde a Di Cesare «La democrazia ha alcune regole, fra le quali quelle del rigore e della correttezza. Il consigliere Ettore Di Cesare non perde occasione per lanciare accuse gravissime. Parla di clientelismo, interessi privati e strane manovre economiche ma, probabilmente per pigrizia, non ha letto tutto l’articolo 2 votato dal Consiglio. Parte infatti da una falsa interpretazione di una notizia ed insulta.

Dalla mattina alla sera mi adopero affinché i nostri atti siano perfetti ed in regola e, affinché la mia Amministrazione sia trasparente ed onesta. Non permetto a nessuno di giocare su questo, per la propria visibilità. Quando qualcuno ha palesato dubbi su qualche atto, io sono stato il primo ad inviarlo in procura. Sono stato gravemente diffamato e per di più senza motivo.

E’ tutto in regola. Se il diffamatore avesse letto i comma 5 e 6 dell’art. 2 “criteri generali di pubblicità e trasparenza” dell’ “atto di indirizzo, per nomina e designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società”, adesso forse avrebbe tutto più chiaro nella sua mente.

I comma stabiliscono rispettivamente che “qualora le nomine o le assegnazioni debbano essere effettuate per cause diverse dalla scadenza ordinaria, il termine, di cui al comma 1, è abbreviato a dieci giorni”, e nel comma 6, “in caso di urgenza dovuta a circostanze non imputabili all’amministrazione, il termine di cui all’art.2 c. 2 lettera a) può essere ridotto a sette giorni”.

L’urgenza in questo caso è dovuta all’approvazione del bilancio 2011 e alla situazione del consigliere di amministrazione dimissionario.

Mi sembra che con queste polemiche ed insulti si voglia trovare lo scoop o peggio ancora visibilità inventando fatti. Non intendo più stare a questi giochi. Il fatto che io faccia il sindaco non dà l’autorizzazione a nessuno di parlare in certi modi di me. Non condividere qualcosa e parlarne è giusto, insultare e arrivare a questi modi davvero vili è troppo».

Fin qui Cialente, ma Ettore Di Cesare fa trascorrere qualche ora e prosegue nel duello e smonta le argomentazioni del Sindaco: «vediamo dunque che recitano i due comma citati dal Sindaco» dice

5. Qualora le nomine o le designazioni debbano essere effettuate per cause diverse dalla scadenza ordinaria, il termine di cui al comma 1 è abbreviato a 10 (dieci) giorni.
6. In caso d’urgenza dovuta a circostanze non imputabili all’Amministrazione, il termine di cui all’art. 2 c. 2 lett. a) può essere ridotto a 7 giorni.

«Prima di tutto c’è da osservare – sottolinea Di Cesare – che nell’avviso non viene esplicitata la procedura di urgenza e quindi non ne vengono indicate le ragioni. Da come scrive il Sindaco c’è l’assemblea del Centro Turistico a fine mese per approvare il bilancio 2011,  manca un componente del CdA ed è quindi urgente nominarlo e per questo il termine può essere ridotto a 7 giorni, come scritto nel comma 6, dai 15 ordinari. Ma l’urgenza è effettivamente  ”dovuta a circostanze non imputabili all’Amministrazione“? Capiamo quindi da dove nasce tale l’urgenza. Da quanto tempo manca un componente nel CdA? Sta scritto nello stesso avviso: il  30 marzo 2012  un componente del CdA, nonché vicepresidente, ha rassegnato le dimissioni. Quindi sono oltre tre mesi che l’Amministrazione deve procedere a una nuova designazione. Non da ieri quindi si sapeva che bisognava nominare un nuovo consigliere. 
Passi il fatto che fino al 21 maggio, in piena campagna elettorale, sarebbe stato inopportuno nominare il componente del CdA, ma dal 22 maggio in poi si è avuto tutto il tempo necessario. Si può affermare che ora si deve procedere con urgenza dovuta a “circostanze non imputabili all’Amministrazione“?
 Il fatto che da oltre tre mesi si deve procedere e non lo si è fatto è imputabile o no all’Amministrazione? 
Perché non è stato fatto, per esempio, i primi giorni di giugno con procedura ordinaria magari dando 30 giorni di tempo per rispondere?
 Quali sono le circostanze “non imputabili all’Amministrazione” che lo hanno impedito?
 Mi piacerebbe ricevere delle risposte in merito».

Poi Di Cesare affonda con le sue considerazioni sui perché alla base della pubblicazione lampo dell’avviso per la nomina a consigliere del Centro Turistico del Gran Sasso.

«Un’idea me la sono fatta del perché per quella nomina non si è proceduto prima, con tutto il tempo che si è avuto a disposizione.
Le nomine nei CdA delle società partecipate infatti potrebbero rientrare nel calderone degli incarichi contesi dalle varie forze della maggioranza: dagli assessorati alle presidenze di commissioni fino ad arrivare, appunto, alle nomine nelle partecipate. E i complessi equilibri si sono trovati da poco tempo, ecco perché solo oggi si può pubblicare l’avviso.
 Del resto che i posti nei Consigli di amministrazione siano oggetto di trattative, i famosi accordi politici,  è provato da quanto scrisse lo stesso Cialente nella sua email indirizzata all’on. Toto per ottenere l’appoggio di FLI al ballottaggio. In quella email Cialente testualmente afferma: “io ho comunque deciso di dare tre postazioni a Fli: una presidenza di azienda ad Enrico; immediatamente la vice presidenza del centro turistico a Faccia, e successivamente, sempre a Faccia, la vice presidenza della Gran Sasso Acqua (postazione molto ambita perchè con retribuzione superiore a quella di un assessore comunale)”.


Insomma pare di capire, ma forse sbaglio, che alcune nomine vengano decise (“io ho comunque deciso“) ben prima della pubblicazione degli avvisi pubblici e dell’arrivo dei curricula e che i nominati, in alcuni casi, non siano affatto scelti in base a oggettive valutazioni delle qualità personali e professionali, dunque del merito.
 Ma non lo dite in giro, rischiate di essere minacciati di querela. Ora, al di là delle polemiche, quello che veramente mi sta a cuore è che le risorse pubbliche siano utilizzate, diversamente dal passato, nel miglior modo possibile. Non ho dubbi che anche il Sindaco abbia lo stesso obiettivo ma per realizzarlo servono le persone giuste al posto giusto.
 E allora, caro Sindaco, si potrebbero rassicurare cittadini e familiari se finalmente si attuassero le misure di trasparenza che abbiamo richiesto nella nostra nota, condizione necessaria per scelte tra tanti candidati e basate sul merito, per questo avviso e per quelli futuri anche andando oltre gli adempimenti regolamentari.
Quattro semplici punti, attuabili facilmente e già utilizzati in molti comuni del nostro Paese. Li ribadisco:

◦ Avvisi con scadenza di almeno 30 giorni dalla data di pubblicazione

◦ Criteri di valutazione chiari con punteggi assegnati ad ogni requisito: titolo di studio, esperienze professionali maturate, esperienze per il ruolo del candidato

◦ Pubblicazione sul sito internet del Comune, il giorno successivo la data di scadenza, di tutti i curricula pervenuti

◦ Pubblicazione dei risultati e dei punteggi analitici ricevuti da tutti quelli che hanno presentato la candidatura

Soprattutto su questo si aspettano risposte, il resto sono chiacchiere». 

DANIELE (UDC)CONVOCA COMMISSIONE GARANZIA – «In qualità di presidente della commissione di garanzia e controllo, ho preso visione dei recenti atti emanati dal comune e mi vedo costretto ad intervenire, senza nessuna vis polemica, nella questione del Centro Turistico del Gran Sasso.

Il bando in questione, oltre quanto rilevato dal consigliere Di Cesare, non risulta conforme alla vigente disciplina inerente il rinnovo degli organi societari.

Ho così ritenuto di convocare urgentemente la commissione di garanzia e controllo al fine di evitare che l’ente che mi onoro di amministrare, seppure all’opposizione, emani atti illegittimi».

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