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Crollo Casa studente, scongiurato stop

di Sarah Porfirio

Toni accesi per l’udienza sul crollo dell’ala nord della Casa dello studente in aula dopo lo stop forzato di 2 mesi imposto dal Consiglio superiore della Magistratura.

Archiviato lo scoglio del Csm, un’istanza degli avvocati Mercurio e Massimo Galasso, legali di 3 dei 10 imputati alla sbarra, Rossicone, Pace e Centofanti, ha rischiato di sospendere il giudizio per la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. Nodo al pettine, la presunta l’incostituzionalità dell’esclusione del Responsabile civile dal rito abbreviato secondo il comma 3 dell’articolo 87 del Codice di procedura penale: «Rende del tutto irragionevole l’esclusione del soggetto processuale in caso di giudizio abbreviato a cui partecipa la parte civile», si legge nell’istanza.

Un’eccezione di incostituzionalità che al Giudice Giuseppe Grieco appare senza fondamento: «Ritengo legittimo e coerente che il Responsabile civile ne sia uscito non appena gli imputati hanno chiesto il rito abbreviato. La richiesta di incostituzionalità ѐ infondata perciò escludo il Responsabile civile in relazione agli imputati che hanno scelto il rito abbreviato».

Il pri pro quo giudiziario secondo i legali degli imputati aveva le radici nella disciplina del giudizio abbreviato che ha subito delle modifiche a seguito della riforma del 1999. Nel caso di condanna gli imputati dovrebbero così far fronte da soli a eventuali risarcimenti per le 60 parti civili.

Scongiurato per la seconda volta uno stop, il processo per il crollo della Casa dello studente tornerà in aula il 20 ottobre. Dei 10 imputati, 4 hanno scelto il rito abbreviato, 4 il rito abbreviato condizionato e 2, Gaudiano e Navarra, il dibattimento.

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