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Salotto Urbano: assemblea cittadina perplessa

L’assemblea cittadina di piazza Duomo interviene sul dibattuto tema del ‘salotto urbano‘ e pone al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, una serie di quesiti.

«Da qualche giorno – si legge in una nota dell’assemblea – abbiamo appreso che la giunta comunale aquilana, il 26 giugno scorso, ha approvato il verbale di deliberazione numero 251 avente per oggetto “[i]Approvazione protocollo d’intesa per la realizzazione di una struttura polifunzionale denominata “Salotto urbano in L’Aquila”[/i]”.

Nel Protocollo d’Intesa si legge: “S[i]u questa idea progettuale (la realizzazione del “Salotto Urbano”) sono avvenuti più incontri che hanno visto la partecipazione dell’accademia tedesca – Roma Villa Massimi, la Fondazione della Cassa di Risparmio della provincia di L’Aquila, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, oltre a questa Amministrazione Comunale[/i]”».

«Nonostante sembri già tutto deciso – prosegue la nota – l’assemblea Cittadina chiede al sindaco dell’Aquila di applicare, con coerenza, quel “Regolamento degli Istituti della Partecipazione” che ha reiteratamente rivendicato come metodo innovativo, sia nel corso della appena conclusa campagna elettorale, che nella organizzazione dei tavoli istituiti prima e dopo la presentazione del programma di mandato in Consiglio Comunale, invitandolo a rispondere pubblicamente alle seguenti domande: perché gli aquilani hanno saputo dell’”idea progettuale” solo a Protocollo siglato e, comunque, non dal Sindaco?; perché, nei tanti incontri fatti fra i sottoscrittori del Protocollo d’Intesa su menzionato, a nessuno è venuto in mente di far intervenire i cittadini?; come mai non si è ritenuto necessario informare e coinvolgere il Consiglio Comunale?; perché si continua a realizzare costose strutture “temporanee” , seppur a costo zero per l’amministrazione, che spesso non vengono percepite necessarie dai cittadini, nonché ritenute duplicati di quanto già posto in essere, o progettato?; quando il Comune smetterà di mettere “pezze” alla ricostruzione della città, procedendo senza criteri e percorsi logici e condivisi, e inizierà, invece, a definirne un disegno generale per la città ed il suo territorio?»

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