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L’Aquila Città della conoscenza

Sono 15 i milioni di euro nelle mani del Comitato Abruzzo composto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil investiti su 8 progetti in corso di realizzazione. Un’iniezione di fondi che va a energizzare il cuore economico dell’intera provincia dell’Aquila. «Avevamo 2 strade da percorrere – afferma il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue – o il classico monumento per mettere in pace l’anima, oppure lavorare qualche mese in più nell’ombra per cercare una vera opportunità per il territorio. Abbiamo valutato i progetti individuando dalle piccole imprese, come il laboratorio per il restauro delle ceramiche artistiche di Castelli, alle multinazionali, come la Thales Alenia space Italia, progetti che vanno a fare autentica occupazione».

La rinascita economica e il rilancio dell’occupazione passa per L’Aquila [i]Città della conoscenza[/i], unico obiettivo generare in maniera sostenibile nel tempo nuove risorse professionali, culturali, economiche e commerciali: «Insiste sulla conoscenza e quindi sulla qualità – affermano all’unisono Umberto Trasatti, segretario provinciale Cgil L’Aquila, Michele Lombardo, Segretario provinciale Uil e Paolo Sangermano, Segretario generale Cisl – perché solo così si può far sì che questo territorio cresca».

Saranno dipendenti, stagisti, laureandi, laureati, giovani ricercatori che insieme alle aziende, ai centri di ricerca, alle università, entreranno a far parte del progetto, tutto in chiave innovazione. «Voglio ringraziare uno per uno tutti i dipendenti delle tante imprese del sistema Confindustriale italiano che hanno contribuito privandosi di un’ora della propria retribuzione, somma messa dall’imprenditore, che hanno permesso di raccogliere 7 milioni 600 mila euro», sottolinea Spinosa Pingue; la restante cifra è stata reperita dal co – finanziamento richiesto agli enti.

I progetti, della durata da 24 a 36 mesi, hanno seguito un attento iter di valutazione e resteranno sotto la lente d’ingrandimento del Comitato Abruzzo che verificherà il rispetto delle normative, le attività in corso, la trasparenza sull’uso dei fondi: «Abbiamo preteso e ottenuto che lo stato di avanzamento dei progetti fosse costantemente monitorato – sottolinea Trasatti – perché volgiamo verificare e rendicontare come vengono spesi i fondi in modo da dare garanzia a tutti i cittadini, ai lavoratori e alle imprese che hanno partecipato che siano spesi bene e cioè per dare un piccolo pezzo di futuro a questo territorio che ne ha così bisogno».

([i]s.p.[/i])

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