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Ricostruzione: De Santis insiste su ‘città-territorio’

«La legge sulla ricostruzione in discussione al Parlamento, o meglio il maxiemendamento aggiunto al decreto-legge 83, rappresenta un fatto positivo soltanto perchè sancisce il passaggio delle competenze per la ricostruzione, a partire dal 16 settembre 2012, dal commissario ai Comuni». A sottolinearlo, attraverso una nota, è l’assessore comunale Lelio De Santis, secondo cui «questa non è la legge che la città dell’Aquila ed i comuni del cratere si aspettavano».

«Non c’è certezza dei finanziamenti – prosegue De Santis – non c’è certezza di una piena governance dei Comuni, non c’è certezza del personale essenziale alla ricostruzione, non c’è certezza della possibilità di un serio adeguamento sismico delle case. E’ comunque un passo avanti, a cui dovranno seguire degli altri passi più chiari e risolutivi che consentano la ricostruzione materiale e sociale dell’intero comprensorio aquilano, in una visione unitaria e complessiva. In tal senso, la discussione in corso ha fatto emergere ancora con più forza la necessità di un raccordo più stretto e proficuo fra il Comune dell’Aquila ed i Comuni del cratere, qualcuno dei quali in passato ha pensato di potersi giovare di un rapporto privilegiato con la struttura commissariale.

La nuova consapevolezza, emersa fra i sindaci del cratere, di una governance democratica e di un’intesa istituzionale con il Comune capoluogo deve essere valutata positivamente ed il sindaco, Cialente, nell’ultimo Consiglio comunale, ha anticipato tale giudizio.

Io ritengo che bisogna fare di più ed in modo permanente, perchè la ricostruzione della città, senza un comprensorio aquilano vivo e ricostruito in tutti i suoi borghi antichi, non avrebbe senso e non darebbe alcuna prospettiva di futuro.

Allo stesso modo, varrebbe ben poco la ricostruzione dei Comuni del cratere senza la rinascita della Città capoluogo di Regione, con il suo splendore storico-culturale e con i servizi essenziali per una migliore qualità della vita.

L’idea della Città-territorio non può più aspettare ed è compito di tutte le istituzioni locali adoperarsi con atti amministrativi e con decisioni celeri per dotare il territorio aquilano di un Governo complessivo ed unitario, nelle forme possibili, per rispondere alla sfida della Ricostruzione, ma anche alle sfide che altri territori stanno già intraprendendo per modernizzare il sistema istituzionale, la rete delle infrastrutture e la dotazione dei servizi.

L’Aquila ed il territorio aquilano devono pensare contemporaneamente alla ricostruzione ed al futuro, mettendo da subito in campo un’idea moderna di Città territorio ed una pianificazione unitaria».

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