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‘Per risparmiare riunificare Abruzzo e Molise’

Mentre la classe politica abruzzese si scontra sull’annunciata soppressione della Provincia di Pescara e l’accorpamento a Chieti, il consigliere regionale Paolo Palomba rilancia un suo cavallo di battaglia: la riunificazione delle due Regioni di Abruzzo e Molise. E questa volta l’esponente dell’Idv utilizza il metodo della lettera aperta indirizzata direttamente al presidente del Consiglio dei Ministri, il senatore Monti.

«Illustrissimo presidente Monti, 

mi permetto di suggerirle un metodo efficace e rapido per ridurre la spesa per gli enti pubblici nelle due regioni confinanti di Abruzzo e Molise: la riunificazione.

Le due istituzioni erano una sola cosa fino al dicembre del 1963. La classe politica di allora volle scindere le due realtà dando vita ad un’altra Regione, il Molise appunto, che oggi ha una popolazione di appena trecentomila abitanti, meno di un quartiere della Capitale. Nonostante il numero così ridotto di abitanti le spese per la gestione dell’ente Regione sono enormi. Costi che pesano sulle tasche dei molisani e di tutti gli italiani. In questo periodo di crisi dominato dalla necessità di rivedere e contenere la spesa pubblica, credo sia il caso di prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di riunificare Abruzzo e Molise, facendole tornare ad essere un’unica Regione, come in passato. Ci sono, in Molise, diversi movimenti di cittadini che spingono in questa direzione, grazie anche all’appoggio di alcuni consiglieri regionali sia abruzzesi che molisani. La riunificazione comporterebbe immediatamente e intuibilmente una sensibile riduzione delle spese per la gestione della politica. Un solo Governatore, una sola Giunta, un solo Consiglio regionale, un minor numero di consiglieri e assessori, meno auto blu, meno uffici periferici, meno enti strumentali. Un risparmio notevole di denaro pubblico, che potrebbe essere impiegato per rilanciare le aziende e far ripartire l’economia. La riunificazione, quindi, non sarebbe una penalizzazione o una punizione per i molisani, ma al contrario un’opportunità di rilancio».

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