IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Musica, danza e teatro a piazza Palazzo

L’ultimo appuntamento del ciclo ‘Le musiche dei popoli’, promosso dalla società aquilana dei concerti “B. Barattelli” nell’ambito del progetto “I cantieri dell’Immaginario”, porta a L’Aquila lunedì 9 luglio alle ore 21,30 uno spettacolo originale e unico nel suo genere: “Storia di un soldato” con la drammaturgia e regia di Manfredi Rutelli e Luca Fusi con Florence Bambara, Léeger Dah, Laré Gueré, Charles Tiendrebeogo del Centre de Formation et de Recherche en Arts Vivantes (CFRAV) di Ouagadougou in Burkina Faso, patrocinata dall’UNESCO.

Lo spettacolo di musica, danze e teatro è liberamente ispirato a “L’histoire du soldat” di Charles-Ferdinand Ramuz e Igor Stravinskij e sarà presentato a L’Aquila, grazie alla collaborazione con Accademia Filarmonica Romana, Laboratorio Stabile Teatrale di Chiusi, Alizeta Progetti Solidali ONLUS.

Il libro, il Diavolo e le sue mascherazioni, la tentazione della ricchezza, la nostalgia del villaggio, la principessa malata: Stravinskij e Ramuz presero in prestito questi simboli incastonati nelle fiabe popolari russe per creare una delle più affascinanti operazioni musicali e drammaturgiche del ‘900. Un secolo è passato, ma quei simboli sono ancora potenti e fanno vibrare lo spirito artistico di questo mondo che si globalizza. È così che un gruppo di giovani attori del Burkina Faso, guidati da due registi italiani, si confrontano con quella storia e quello spirito, scoprendo che, senza saperlo, Stravinskij e Ramuz avevano parlato proprio dell’Africa.

Come ogni vera opera universale L’ ”Histoire du Soldat” sa parlare a tutti. In questo caso sembra proprio parlare al giovane africano, lacerato dal perenne conflitto fra i moderni specchi luccicanti delle promesse occidentali (il libro) e la dignitosa povertà di un mondo tradizionale, durissimo ma familiare (il violino).

Il libro che viene a sconvolgere l’oralità di una cultura millenaria, l’avidità di ricchezze che ruba il tempo staccandoti implacabilmente dalle radici confortanti del villaggio e della famiglia, l’impossibilità di trovare soddisfazione nella realtà più ricca quando si sono strappati i legami con i riferimenti culturali e affettivi più profondi.

In scena quattro giovani attori burkinabé della scuola di teatro CFRAV di Ouagadougou i loro corpi, le loro anime, i sogni, i conflitti, le danze: pochi artifici teatrali, ma molta sincerità nel confronto con questo mostro sacro. La lingua sulla scena passerà dal francese all’italiano al mooré, al dioula… suoni diversi per una fruibilità semplice e profonda ed una comprensibilità universale. Il violino non c’è più, ci sono gli strumenti tradizionali africani, ma la ricerca del senso autentico degli interrogativi umani proposti dall’”Histoire di Soldat” sarà ancora totalmente presente.

[GotoHome_Torna alla Home Eventi]

[url”Torna alla Home Eventi”]http://ilcapoluogo.globalist.it/?Loid=154&categoryId=205[/url]

X